"Ribadite con forza le ragioni politiche dello stare insieme per costruire una coalizione progressista alternativa al governo di centrodestra che guida da decenni la città; stabilito che nei prossimi giorni le forze promotrici del tavolo si incontreranno nuovamente per arrivare ad una scelta condivisa per la candidatura a sindaco e, nello stesso tempo, per mettere in campo una coalizione che sia la più ampia possibile. Si basa su queste due linee guida l'esito della riunione dell'area progressista convocata in vista delle elezioni amministrative di Vibo Valentia che si è tenuta nella serata odierna nella sede del Movimento 5 Stelle. L'indicazione pervenuta dai rappresentanti dei partiti, dei movimenti e delle associazioni convenute, ha come obiettivo unanimemente condiviso il prosieguo del confronto, con spirito di unitarietà e collegialità, allo scopo di pervenire all'individuazione di un nome che possa sintetizzare al meglio le istanze della coalizione tutta e rappresentare il miglior candidato possibile da contrapporre al centrodestra". Fin qui la nota di Pd, M5S, Progressisti e Umanesimo Sociale, al termine del tavolo di confronto del centrosinistra, tenutosi nella serata di ieri.

Le voci, tutt'altro che di corridoio, dicono, però, di una tensione palpabile e di una difficoltà estrema nel tentativo di individuare il metodo che porterà alla scelta del candidato a sindaco. Come dire, c'è stato chi addirittura ha proposto una sorta di eliminatoria tra possibili candidati, o meglio, teste da far cadere. Alla prima resa dei conti, in verità, sul tavolo sono arrivate almeno tre questioni: la prima è legata alla possibilità di far entrare Rifondazione Comunista e Si-Verdi a partecipare all'assemblea; la seconda, concernente l'idea di scegliere con le primarie, il metodo indubbiamente più democratico, il candidato, ma M5S e Umanesimo Sociale sarebbero contrari; la terza, quella che prevede addirittura tornare a discutere di un metodo, al momento oscuro, all'interno delle rispettive assemblee di circolo per poi arrivare pronti al confronto decisivo, fissato tra un paio di settimane, con le idee più chiare. Ma la sensazione è che il tavolo traballi e che vi sia chi -pur senza grandi argomentazioni -intenda far saltare per banali gelosie l'unica candidatura in campo ormai da tempo, con almeno due liste al seguito, quella di Enzo Romeo. Fin qui quanto accaduto nelle secrete stanze, con Antonio Lo Schiavo a tentare di riportare alla ragione i contendenti di un'area politica che storicamente fa fatica a trovare coesione.