"Scuola dentro", gli studenti vibonesi entrano nel carcere minorile (FOTO)
Sono entrati nel carcere minorile “Paternostro” di Catanzaro non come visitatori, ma come i veri protagonisti di un progetto formativo e umano straordinario. Sono gli studenti del Polo Professionale IIS “Gagliardi” De Filippis Prestia di Vibo Valentia, accompagnati dalla docente referente Prof.ssa Giuseppina Cesari, artefice e guida del progetto “Scuola Dentro”, un’iniziativa nata dalla convenzione tra il mondo della scuola e quello della giustizia minorile.
Un’esperienza che ha unito educazione, legalità e partecipazione attiva, e che ha lasciato un segno profondo non solo nei ragazzi detenuti, ma anche negli studenti stessi, coinvolti in un percorso di consapevolezza, crescita e responsabilità.
Il progetto “Scuola Dentro” è nato da un’intuizione forte: la scuola deve essere presente ovunque ci sia bisogno di educazione, anche dietro le sbarre.
In questo spirito, la docente Giusi Cesari, con il corpo docente del polo professionale IIS Gagliardi De Filippis Presita ha voluto con forza coinvolgere gli studenti del proprio istituto in un’esperienza educativa fuori dal comune, affinché potessero coltivare concretamente la cultura della legalità, della cittadinanza attiva e dell’inclusione sociale.
L’obiettivo non è stato solo "portare qualcosa" all’interno del carcere, ma costruire un dialogo tra pari, tra giovani con percorsi diversi ma con lo stesso diritto alla dignità e al futuro.

Durante le giornate al Paternostro, gli studenti del Gagliardi hanno condiviso attività laboratoriali con i giovani detenuti, con particolare riferimento alle competenze dell’indirizzo alberghiero dell’istituto: cucina, pasticceria, mise en place, accoglienza.
In piccoli gruppi misti, ragazzi “dentro” e “fuori” hanno impastato insieme idee e cibo, scoprendo che il lavoro di squadra può essere un linguaggio universale. Tra una ricetta e un confronto spontaneo, si è creato un clima autentico, fatto di rispetto e ascolto reciproco. Il laboratorio è diventato così spazio di dialogo e trasformazione.
Il progetto ha coinvolto anche altri docenti dell’istituto Gagliardi, profondamente convinti che la scuola professionale non debba solo formare competenze tecniche, ma soprattutto cittadini consapevoli. Educare alla legalità non significa solo conoscere le regole, ma comprendere il senso profondo della convivenza civile, del rispetto delle differenze, dell’importanza di costruire comunità solidali.
È questo il messaggio che il progetto ha voluto lanciare: la legalità si apprende nella pratica quotidiana, nella relazione con l’altro, nel mettersi in gioco.
L’esperienza al Paternostro ha avuto un forte impatto emotivo e formativo. Gli studenti del Gagliardi sono tornati con occhi diversi: hanno visto la realtà del carcere non come un mondo distante, ma come uno spazio dove si può ancora ricominciare. E hanno scoperto quanto possa essere potente l’istruzione nel creare possibilità, anche in contesti difficili.
“Scuola Dentro” non è stato solo un progetto scolastico, ma una lezione di vita, legalità e responsabilità. Una testimonianza concreta che quando scuola e istituzioni collaborano, il cambiamento è possibile. Un esempio virtuoso di come l’educazione possa diventare il primo passo verso una società più giusta e inclusiva.
