Ucciso il nipote del boss, nel 2001 ammazzò un ragazzino innocente (NOMI-DETTAGLI)
Non c’è stato niente da fare per il 41enne Raffaele Capriati, meglio conosciuto come Lello, che è morto al Policlinico di Bari, dopo essere stato colpito in un agguato in via Bari nel quartiere Torre a Mare del capoluogo.
Lello era figlio di Sabino e nipote di Antonio Capriati, boss dell'omonimo gruppo criminale Barese. Era uscito il 21 agosto 2022 dal carcere dopo 17 anni di reclusione, con le accuse di concorso in omicidio volontario e detenzione di arma da fuoco con l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa. Lello Capriati, infatti, fu coinvolto nella faida tra i gruppi Capriati e Strisciuglio che culminò con la morte dell'innocente 16enne Michele Fazio: il giovane fu ucciso per errore tra i vicoli di Bari vecchia il 12 luglio 2001.
Il 21 novembre 2018, al quartiere Japigia di Bari, fu ucciso anche il fratello di Lello Capriati, Domenico, mentre rientrava a casa, anche lui dopo aver scontato una lunga detenzione. Per quell'omicidio a febbraio 2021, gli agenti della squadra Mobile di Bari arrestarono tre persone: Domenico Monti, detto "Mimmo il biondo", ex braccio destro del boss Antonio Capriati ed esecutore materiale, Christian De Tullio e Maurizio Larizzi, considerato il mandante.
Il clan Capriati è una delle cosche storiche della criminalità organizzata barese. Il boss incontrastato è Antonio Capriati, condannato all'ergastolo per omicidio nel processo Dolmen con cui anni fa la magistratura fece luce sulle alleanze con la mafia del Nord-barese grazie anche alle rivelazioni del boss pentito Salvatore Annacondia
