Alta velocità, dal 2 luglio Italo si fermerà alla Stazione di Vibo Pizzo
La questione trasporti è una delle piaghe calabresi che rafforzano la condizione di criticità dello sviluppo di una regione che sui servizi dovrebbe puntare con maggiore impegno per garantire quel salto di qualità alla proposta turistica, vera voce per una reale crescita economica, finora mancato.
In questi giorni, l’attenzione è ritornata con maggiore insistenza a proposito del trasporto ferroviario, allorquando il gruppo privato di “Italo” ha annunciato la nuova linea per il Sud con arrivo alla stazione di Reggio Calabria, annuncio al quale Trenitalia ha risposto portando fin qui – finalmente! – le sue Frecce (Rossa e Argento) con la chimera dell’alta velocità anche in Calabria.
Alla lettura del percorso, però, la sorpresa e la delusione è stata forte quando si è scoperto che non veniva presa in considerazione la stazione di Vibo-Pizzo. Certo, non tanto per una questione logistica (non c’è dubbio che le condizioni di abbandono e di degrado in cui versa la stazione consiglierebbero di starne alla larga), quanto per il particolare – questo sì, non trascurabile – che è la provincia di Vibo Valentia a possedere i centri di maggiore attrazione turistica, riconosciuti a livello internazionale.
Da questo momento, è stato un susseguirsi di prese di posizione, di piccate recriminazioni, di proteste e segnalazioni, con la classe politica ed amministrativa del territorio, improvvisamente risvegliatasi, a farsi da portavoce dello scontento e della delusione, farsi interprete delle rivendicazioni e delle recriminazioni, scoprendosi partecipe di una realtà fino a questo momento mai presa in considerazione, come se l’incuria e l’abbandono, quelle oggettive condizioni di invivibilità in cui la stazione di Vibo-Pizzo è stata ridotta fossero responsabilità di “chissacchì”, come se tutto ciò fosse accaduto in altro tempo ed in altro pianeta.
Tutti abbiamo scoperto questa nuova sensibilità della classe politica, ricca di parole, buone intenzioni, pronta finalmente ad impegnarsi, una volta risvegliatasi dal torpore, soprattutto attraverso roboanti dichiarazioni e comunicati, pronta ad accaparrarsi il piccolo risultato delle conquistate fermate, almeno nel week end, della Frecce di Trenitalia.
Al contrario, con il senso della concretezza e del pragmatismo, tipico di chi svolge attività manageriale per mestiere e non per esibizionismo, e – soprattutto – senza fanfare e tribune da capopopolo, c’è stato chi ha attuato il metodo pragmatico e diretto utilizzando i propri canali, quelli fatti di rapporti personali, stima professionale guadagnata sul campo e – spinta, questa, davvero decisiva – amore, disinteressato, per il proprio territorio.
Il risultato? Dal prossimo 2 luglio Italo fermerà anche alla stazione di Vibo-Pizzo. Un risultato importante, a patto che si sappia utilizzare con azioni concrete. Perché adesso chi di dovere è chiamato ad agire per fare di questa stazione un luogo accogliente, quantomeno per dare concretezza a tutte le parole spese in questi giorni di ritrovato fervore!
