L’ombra della ’ndrangheta: maxi sequestro da 10 milioni al “capo dei capi” (NOME e FOTO)
Sigilli al tesoro del boss legato che faceva tremare la politica. Tra i beni sequestrati ville, società e un bunker segreto utilizzato per la latitanza
Il sipario cala sul patrimonio imperiale di Patrizio Forniti, l'uomo che gli inquirenti considerano il fulcro degli equilibri criminali nel territorio pontino. Il Tribunale di Roma, su proposta della Procura capitolina, ha disposto il sequestro di beni per un valore di dieci milioni di euro a carico del narcotrafficante di Aprilia, noto come "Il Gatto" o, più emblematicamente, come il "capo dei capi".
La figura di Forniti non è quella di un criminale locale isolato. La sua ascesa è indissolubilmente legata a solidi rapporti con la ’ndrangheta di Reggio Calabria e con i clan Gallace-Madaffari operativi sul litorale. Proprio la rete di protezione calabrese lo avrebbe aiutato a fuggire dall'Italia, sfruttando un bunker sotterraneo nascosto dietro una botola in cucina nella sua abitazione, per poi riparare a Casablanca, dove è stato arrestato a novembre insieme alla moglie Monica Montenero.

Il decreto del 19 febbraio 2026 ha messo sotto chiave un elenco infinito di proprietà, ritenute frutto di attività illecite come l'usura e il traffico di armi e stupefacenti: 10 fabbricati, tra cui ville con piscina ad Anzio e magazzini, quote della Mamo Advertising e la totalità dei beni di due aziende già interdette per mafia, oltre a una tabaccheria e licenze commerciali intestate alle figlie, 11 autovetture (tra cui Mercedes e SUV), orologi di pregio, gioielli e conti correnti in Lussemburgo.
L'inchiesta scoperchia nuovamente il vaso di Pandora dei rapporti tra criminalità e istituzioni. Forniti è una figura centrale nell'indagine che ha portato allo scioglimento per mafia del Comune di Aprilia. Secondo l'accusa, il boss avrebbe stretto accordi elettorali con l'ex sindaco Lanfranco Principi, oggi a processo con l'accusa di aver agevolato il sodalizio mafioso guidato proprio da Forniti.
Mentre l'uomo attende l'estradizione dal Marocco, i magistrati lo hanno già dichiarato socialmente pericoloso, applicando una misura di sorveglianza speciale per i prossimi cinque anni. Per Forniti, la carriera criminale iniziata a 18 anni sembra essere giunta al capolinea definitivo.
