Ennesimo rinvio. Questa volta, più clamoroso del solito. Perchè la maggioranza ci aveva davvero creduto. Il sindaco della città aveva invitato per il pomeriggio di ieri tutti i capigruppo della sua coalizione , oltre che la portabandiera di “Vibo Civica” Maria Rosaria La Grotta, in un'aula di palazzo “Luigi Razza”. C'era grande attesa per capire come sarebbe andato il primo confronto successivo alla crisi aperta dal richiamo di Vibo Unica, esattamente un mese addietro, e conclusa con la dura lettera di Forza Italia che ha invitato il capo dell'Amministrazione ad una svolta che “la città non può più attendere”, ripristinando il dialogo con gli alleati. E invece tutto è evaporato. Quasi fosse uno scherzo di Carnevale.

L'incontro.  In realtà il sindaco - scrive questa mattina la Gazzetta del Sud - si era presentato all'appuntamento insieme al suo dirigente Adriana Teti. Ed era pronto ad affrontare i nodi al pettine dei giorni scorsi. A cominciare dal presunto buco di bilancio. Ma le forze civico-politiche che fino ad oggi lo hanno sostenuto, gli hanno fatto subito notare che i punti all'ordine del giorno erano due. Ed oltre alla questione amministrativa bisognava definire anche gli equilibri politici della maggioranza.

La questione politica. Un tema rispetto al quale Costa ha preferito glissare, facendo intendere che probabilmente vi era stato un malinteso. E ciò nonostante i richiami dei giorni scorsi e le esigenze manifestategli dai suoi partner. Differentemente che in altre circostanze, però, i capigruppo hanno preteso che l'incontro venisse calendarizzato. Ed alla fine si è deciso di farlo slittare a venerdì. Dunque, due giorni ancora di fibrillazione per gli assessori finiti sulla graticola ormai da tempo.

Fuori Bruni e Grillo. La conferma dell'esclusione dal dibattito di due forze politiche che hanno sostenuto Costa in campagna elettorale, ovvero Udc ed Ncd, e la volontà di procedere tenendo conto del peso dei gruppi consiliari, finisce infatti per mettere seriamente a rischio le posizioni di Antonio Scuticchio, Nico Console e Raffaela Imeneo. Da qui a venerdì, il capo dell'Amministrazione, che continua a prendere tempo, dovrà decidere in che modo impostare la seconda parte della consiliatura. E soprattutto come ridare voce a quell'ambizioso programma presentato in campagna elettorale ed in gran parte da realizzare.

Sul futuro. Ma non sarà difficile per ora trovare il bandolo della matassa fino a quando due gruppi più significativi, “Liberali per Vibo” e “Vibo Unica”, continueranno a guardarsi in cagnesco. Ma se i rispettivi leader, Stefano Luciano e Giuseppe Mangialavori trovassero un accordo per il sindaco sarebbero dolori e la possibilità di portare a conclusione la consiliatura si ridurrebbe notevolmente.