Festival "Photopia", ai nastri di partenza la prima edizione
Un autentico “palcoscenico” fatto di sensazioni e di emozioni forti con l'idea di una fotografia non intesa come mero esercizio di stile, bensì come strumento di conoscenza
di VINCENZO VARONE
Dieci giorni all’insegna della fotografia con i suo linguaggi e con suo occhio attento e fatato che sa guardare al mondo e alla sue vicende ed in questo caso al paesaggio. Sarà questo e altro la prima edizione del festival “Photòpia” che si svolgerà tra l'8 e il 17 aprile nella location del Parco Ecolandia di Arghillà di Reggio Calabria. Un vero e proprio festival della fotografia con mostre, seminari, workshop, letture portfolio. Un autentico “palcoscenico” fatto di sensazioni e di emozioni forti dove si parlerà di luoghi e spazi, con l'idea di un fotografia non intesa come mero esercizio di stile, bensì come strumento di conoscenza ed esame di società e culture.
Il cerchio dell'immagine. La dieci giorni è organizzata dall'associazione “Il cerchio dell’immagine”, presieduta da Alessandro Mallamaci fondata a Reggio Calabria con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo culturale del Sud Italia con proposte formative sulla comunicazione visiva e l’ideazione di manifestazioni legate alle arti visuali e con la direzione artistica di D.O.O.R. factory romana che si occupa dell’ideazione, realizzazione e diffusione della cultura visiva fondata da Massimo Matrorillo (fotografo documentario, docente e Leica Ambassador),Paolo Cenciarelli (fotografo pubblicitario e docente) e Pamela Piscitelli (fotografa, docente, scrittrice e curatrice). La manifestazione si avvale anche del patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Calabria, con la collaborazione di Leica, Planar,Carc,Kult e Spazio Labò.
Photopia. “Facendo riferimento alla straordinaria influenza che il movimento “New Topographics” ha avuto sulla fotografia di paesaggio affermano gli organizzatori dell’evento - Photòpia affronterà il tema dello Spazio, ossia della delimitazione fisica o mentale del territorio. Gli spazi sognati e infine raggiunti dai rifugiati sbarcati sulle coste del Mediterraneo, quelli malvissuti delle città post industriali del Nord Europa o quelli imposti durante la dittatura comunista nella Germania dell’Est. Gli spazi circostanti il tratto calabro della Salerno Reggio-Calabria, da sempre simbolo di un benessere mai raggiunto e d’infinite speculazioni o quelli che il fenomeno degli incendi dolosi, o causati dal cambiamento climatico, finiscono con il creare nelle aree del Mediterraneo. Infine – fanno notare quelli mentali, che nascono quando ci si perde nei labirinti del sapere, dell’arte, dell’architettura, della letteratura o che derivano da una visione più attenta del reale, dove le leggi dell’universo e della fisica, rendono universale ciò che a prima vista appare ordinario e banale”. Scatti,dunque, che riescono a farci andare, con la loro bellezza forte e chiara che viene dalla potenza dirompente e rivoluzionaria dall’immagine che sa parlare all’anima di ognuno di noi, oltre i confini del già visto. Tra i fotografi che parteciperanno alla mostra figurano Marianna Arcara, Ricardo Case, Federico Clavarino, Alessandro Penso, Tommaso Tanini, Giovanni Troillo, Filippo Menichenti e Martin Errichiello. Un appuntamento da non perdere.
