Il presidente della I commissione ha chiesto chiarimenti in merito alla realizzazione del Sistema di protezione per rifugiati che dovrebbe sorgere nel capoluogo

Il nodo migranti continua ad alimentare il dibattito politico. E la possibile realizzazione di un centro Sprar non fa che suscitare polemiche e tensioni all’interno della stessa maggioranza di palazzo “Luigi Razza”. Non v’è dubbio che il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati costituirebbe una straordinaria opportunità per il territorio sotto molteplici aspetti. Intanto perché consentirebbe di tenere sotto controllo i numeri, decisamente incontrollati. In secondo luogo, perchè darebbe al comune capoluogo e agli altri enti che hanno puntato su questo obiettivo, di godere di una serie di vantaggi. Ma su un’opera del costo complessivo di 4.117.850 euro che permetterebbe di ospitare 172 migranti è scontato che in molti vogliano vederci chiaro. Mancando al momento persino l’individuazione di una sede, è possibile fare punto esclusivamente sulla correttezza delle procedure seguite.

A sollevare la questione, nei giorni scorsi, in Aula, il presidente della I commissione Consiliare Giuseppe Muratore, una delle anime meno accondiscendenti ad eseguire ordine dentro l’attuale maggioranza. L’eletto, che milita in Forza Italia, ha chiesto dei chiarimenti in tema di Sprar, anche alla dirigente Adriana Teti. “Dal momento che la manifestazione d’interesse è stata presa in considerazione da una sola cooperativa pronta a farsi carico di 50 minori non accompagnati, mi chiedo – ha chiesto Muratore – che fine faranno tutti gli altri?”. Poi ha incalzato: “Vorrei capire se tali minori verranno selezionati tra quelli già presenti ed accolti sul territorio, oppure se si tratti di unità aggiuntive”.

Quesiti da cui è scaturito un battibecco con la dirigente senza che arrivassero risposte definite. Perché se è vero “che la realizzazione dello Sprar è un’ottima iniziativa - ha aggiunto ieri Giuseppe Muratore alla Gazzetta del Sud – è altrettanto innegabile che vi siano alcuni aspetti non chiari in questa vicenda”. Quali? “La manifestazione d’interesse – ha sottolineato Muratore – avrebbe dovuto essere fatta prima che il Comune aderisse al bando come accaduto altrove. Successivamente, sulla base delle potenzialità di tutti gli enti attuatori – oltre al capoluogo anche i comuni di Sant’Onofrio, Filadelfia, Jonadi e San Gregorio -  avrebbe dovuto essere stilata una graduatoria per ripartire in ciascuno di questi un numero congruo di minori non accompagnati. Ora ci ritroviamo, invece, con un solo ente attuatore che corrisponde, guarda caso, al comune capofila”.

Una critica tutt’altro che velata al modo in cui si è operato negli uffici e non solo. Esiste poi il problema legato alla clausola di salvaguardia da rispettare: “Laddove vengono realizzati gli Sprar – ha concluso Muratore – le Prefetture devono fare in modo di limitare a quel numero gli ingressi di minori non accompagnati. E ciò porterebbe a far diminuire in modo graduale anche i Cas (Centri di accoglienza straordinaria)”.
Osservazioni che fanno salire le temperature dentro la maggioranza dove la questione migranti e il nodo Sprar con gli interessi che vi ruotano attorno potrebbero tornare a sollevare polveroni, in avvio di un autunno che si preannuncia altrettanto rovente.