Si è celebrata ieri l'udienza dinnanzi al Tribunale Collegiale sezione penale di Vibo Valentia, a carico di tre soggetti coinvolti nella vicenda di una rapina ad un bar del Vibonese.

Gli imputati. Si tratta di N.R., anni 25 (difeso dall'avvocato Demetrio Procopio) e B.E. 24 anni (difeso dall'avvocato Santo Cortese). Coinvolto anche il titolare del bar per favoreggiamento A.R., difeso dall'avvocato Michele Pagnotta.

I fatti risalgono a febbraio del 2020, quando all'interno dell'esercizio commerciale "Roxi bar", sito nel comune di Rombiolo, venina aggredito un giovane, Pasquale Pititto, e dove a seguito della colluttazione gli veniva asportata la somma di circa 2000 euro in contanti, che il giovane deteneva nel taschino del giubbotto. Da qui scattavano immediatamente le ricerche da parte dei carabinieri del luogo. Ricerche che portavano all'identificazione di due giovani del luogo, presunti responsabili dell'accaduto, che venivano identificati attraverso il riconoscimento fotografico dalla stessa parte offesa.

L'udienza. Ieri in aula sia pur confermando l'aggressione all'interno del bar, la parte offesa dichiarava sia al pm che alle domande della difesa, di conoscere solo un imputato come presunto aggressore presente in aula, non riconoscendo l'altra persona imputata, asserendo pertanto di non riconoscere uno dei due giovani imputati né all'interno del bar, né tantomeno fuori dell'esercizio commerciale.

Successivamente è stato anche sentito uno dei due imputati, N.R. il quale asseriva di non essersi trattato di una rapina, ma che la somma prelevata era dovuta ad un presunto debito che la parte offesa avrebbe avuto con uno dei due imputati per la vendita di un orologio. L'udienza è stata rinviata al 24 maggio per sentire uno dei due carabinieri che hanno proceduto agli accertamenti del caso, nonché per sentire nuovamente la parte offesa, ossia Pasquale Pititto.