Vibonese all'inferno: l'asfalto si sbriciola sotto i piedi dei rossoblù
Stangata dal Giudice sportivo: Di Gilio e Marchetti fuori per tre turni. Con la rosa ridotta all'osso, la salvezza passa da un’impresa disperata senza i suoi leader
Non è più una salita, è una parete verticale senza corde di sicurezza. Il crollo interno contro la Sancataldese non ha lasciato in dote solo lo spettro dei playout, ma ha aperto una voragine tecnica e carismatica che rischia di inghiottire le residue speranze della Vibonese. Il verdetto del Giudice Sportivo è arrivato come una sentenza definitiva: tre giornate di squalifica per il capitano Gerardo Di Gilio e per il pilastro difensivo Domenico Marchetti.
Il danno del ko casalingo impallidisce di fronte alla beffa delle sanzioni. Perdere contemporaneamente il leader del centrocampo e il comandante della difesa significa privare la squadra della sua spina dorsale proprio quando i punti iniziano a pesare il doppio. I due calciatori salteranno il trittico di fuoco che deciderà il destino della stagione: Igea Virtus (fuori casa), Athletic Palermo (in casa) e Gela (fuori casa).
Si tratta di gare dove l'esperienza e la tenuta nervosa sono tutto. Senza Di Gilio e Marchetti, la Vibonese si presenta a questi appuntamenti con il "motore" in avaria e una panchina che, già corta, ora appare drammaticamente spoglia.
Il tecnico si trova ora a dover ridisegnare uno scacchiere che non ha più pedine di ricambio. Con la squadra ridotta ai minimi termini, l'assenza dei due senatori priva il gruppo non solo di qualità tecnica, ma di quel briciolo di ossigeno psicologico rimasto dopo la debacle interna.
Il rientro dei due è previsto solo per il 3 maggio, nell'ultima passerella contro l'Acireale. Il rischio concreto, però, è che per quella data i giochi siano già fatti e che la "scalata" si sia conclusa con un tragico scivolone verso la categoria inferiore. In una classifica cortissima, ogni minuto senza i titolari è un'agonia che la città osserva con crescente preoccupazione.
