La mano della camorra sulla spiritualità. Sono state sequestrate a Napoli 11 edicole votive abusive e legate all’Alleanza di Secondigliano, costruite nei quartieri VastoArenaccia e San Carlo all'Arena a seguito di fatti di sangue e persone legate al cartello camorristico del “sistema”. Gli 11 decreti di sequestro sono scattati questa mattina, per mano dei carabinieri dei nuclei investigativo e tutela del patrimonio culturale, insieme agli agenti della polizia locale partenopea.

Non curante del danneggiamento che avrebbero potuto provocare a beni storici e archeologici, la camorra ha allestito le sue edicole votive anche su una colonna portante del tratto dell'acquedotto romano dei “Ponti Rossi”, nel quartiere San Carlo all'Arena di Napoli. Dalle indagini, coordinate dal procuratore Giovanni Melillo, sono emersi nomi eccellenti ai quali sono ricondicibili le 11 edicole votive sequestrate oggi: Pietro Licciardi, figlio di Gennaro, detto “à scigna” (la scimmia, ndr) fondatore dell'omonimo clan, il boss Patrizio Bosti e la famiglia Aieta, tutti importanti componenti l'Alleanza di Secondigliano.