L’enigma del sacro tra arte e scienza: presentato alla LUMSA il volume "Imago Mortis"
Un confronto inedito tra il Cristo di Holbein e la Sindone al centro dell’opera di Martino Michele Battaglia. L’evento è stato dedicato alla memoria dell’educatore Enrico Pujia
Un viaggio profondo e controcorrente tra arte, fede e rigore scientifico. È stato questo il cuore della presentazione del volume “Imago Mortis. Il Cristo di Holbein e la Sindone”, ultima fatica letteraria del prof. Martino Michele Battaglia, che ha visto una folta partecipazione di pubblico presso la Sala Pia dell’Università LUMSA di Roma.
Il volume propone una riflessione stringente sul tema della morte nel contesto contemporaneo, mettendo in dialogo due immagini emblematiche: il Cristo nel sepolcro di Hans Holbein il Giovane e la Sacra Sindone. Se l’opera del pittore tedesco scuote l’animo umano di fronte alla cruda "banalità" della morte, l’Uomo della Sindone resta al centro di un dibattito scientifico mai sopito, alimentato dalle recenti indagini che ne confermano l’impronta ematica umana sul lino.
L’incontro, moderato con maestria dal vaticanista Enzo Romeo, ha avuto un momento di profonda commozione nel ricordo del compianto Preside Enrico Pujia, mentore dell’autore. Il figlio, dott. Enrico Maria Pujia, ha tracciato un ritratto del padre non solo come docente, ma come "educatore" nel senso classico del termine: colui che sa "tirar fuori" le potenzialità dei giovani. Un maestro di vita che ha saputo guidare generazioni di studenti verso l'eccellenza, contribuendo a formare la futura classe dirigente del Paese.

Dopo il saluto del Rettore della LUMSA, prof. Francesco Bonini — che ha ribadito l'apertura dell'Ateneo al confronto culturale — si sono susseguiti gli interventi di figure di spicco, tra cui il prof. Giuseppe Giordano (Università Tor Vergata), che ha analizzato il valore antropologico delle tradizioni del Sud Italia legate alla morte di Cristo, il prof. Rocco Pezzimenti (Università LUMSA), che ha lodato il rigore scientifico del testo, sottolineando l'importanza di approcciare temi così delicati con metodo critico, lontano da ogni approssimazione, e la Prof.ssa Emanuela Marinelli, massima esperta mondiale di Sindone, che ha messo in luce le corrispondenze tra i tratti della Passione e l'immagine sindonica, elogiando la capacità narrativa dell'autore.
A chiudere i lavori è stato lo stesso Martino Michele Battaglia, membro della Real Academia de Cordoba. Citando il filosofo Santi Lo Giudice e il pensiero di Dostoevskij, l'autore ha offerto una provocazione finale: «Dostoevskij ha paura della morte di Cristo, perciò rimane folgorato dal Cristo di Holbein; alcuni scienziati, al contrario, sembrano temere la Risurrezione, proponendo tesi sulla Sindone prive di reale fondamento scientifico».
La serata è stata arricchita da un trailer suggestivo sulla Passione, con la voce narrante di Giuseppe Ingolia e le elaborazioni grafiche dell'artista Giovanni Valentino, che hanno contribuito a rendere omaggio a un’opera che si propone di sfidare il pensiero contemporaneo sulla fine e sull'eterno.
