Durante la festa di San Fortunato a Mileto, nel Vibonese, “si è verificato un nuovo episodio di sfruttamento animale. Durante un’asta di paese, una capretta è stata trascinata sul palco e messa in mostra per attirare possibili acquirenti. L’animale, visibilmente spaventato, belava dalla paura ed è stato ulteriormente ridicolizzato quando il conduttore dell’asta gli ha avvicinato il microfono per far sentire al pubblico il suo verso”. A denunciare l’accaduto è l’OIPA, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

“Uno spettacolo che non solo risulta eticalmente deprecabile, ma appare in contrasto con le norme a tutela del benessere animale. Quanto avvenuto a Mileto non è un caso isolato. In numerosi comuni calabresi si tengono ogni anno i cosiddetti “incanti”, ossia aste popolari di animali vivi – per lo più da reddito – organizzate per raccogliere fondi destinati alle feste patronali. Durante queste occasioni, tra elettrodomestici, salumi, formaggi e oggetti vari, compaiono capretti, agnellini, maialini, galline e vitellini, legati e sottoposti a forti rumori, causando loro stress e sofferenza. Molte aste si svolgono in piena estate, con esposizione prolungata a temperature elevate, prima che gli animali vengano venduti al miglior offerente e destinati alla macellazione”.

L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali ricorda che eventi di questo tipo possono configurare maltrattamento di animali, previsto e punito dal codice penale. “Gli animali messi all’asta, trattati come merce, vengono privati della dignità che qualsiasi essere vivente meriterebbe”.

In vista delle prossime feste e aste, l’OIPA chiede ai Comuni e agli organizzatori di “escludere gli animali vivi dagli eventi e di promuovere leggi regionali o regolamenti comunali che vietino la vincita di animali o lo sfruttamento di qualsiasi tipo in occasione di aste, premi, lotterie o manifestazioni simili”.