Provincia tra speranza, fede e solidarietà: l'Arciconfraternita accanto ai lavoratori
Con i fondi trasferiti dal Ministero saranno pagati tutti gli stipendi: i lavoratori dicono grazie e tornano a guardare al futuro
Una giornata intensa quella di ieri per i lavoratori. Si è acceso un lumicino, una speranza. Perché per una volta alle promesse sono seguiti i fatti. Quelli che invocano da anni, quelli per cui hanno avuto pazienza e a volte l'hanno persa. Arriveranno gli stipendi, tutti gli arretrati, infatti, per i dipendenti della Provincia di Vibo Valentia. Il pagamento del mese di maggio era già in programma da ieri mattina mentre tutte le altre quattro mensilità arretrate saranno corrisposte con i trasferimenti del ministero dell'Interno che, ieri, lo stesso presidente Andrea Niglia ha annunciato. Come era stato garantito dal prefetto Guido Longo, le risorse sono state inviate: in tutto 3,9 milioni trasferiti per pagare gli stipendi e per gli interventi nelle scuole e nelle strade.
Boccata d'ossigeno. "Questa notizia – spiega il rappresentante sindacale Carmine Armellino – ci fa tirare un sospiro di sollievo. L'impegno del ministro Minniti, sul quale avevano garantito il prefetto Longo e l'on. Censore, è serio e i fondi sono arrivati anche in anticipo rispetto ai tempi indicati". Da qui, il ringraziamento di Armellino a nome di tutti i colleghi, "anche perché tutto ciò ci fa ben sperare per il futuro che, naturalmente, passa dall'emendamento, siamo consapevoli che sia solo un passo, ma importante e per questo diciamo grazie".
Il futuro. Ora si guarda avanti, comunque, e in tal senso, se l'invio di questi fondi consentirà di tamponare una situazione al limite, l'obiettivo è che sia fatto l'emendamento alla legge di stabilità 2018, "serve un intervento ad hoc del Governo perché è l'unico modo per fare uscire dal pantano l'Ente ma– aggiunge – in questo momento la fiducia si proietta nel futuro e la speranza è che questo passo non sia l'ultimo".
La solidarietà. Non solo l'arrivo dei fondi, ieri, perché a dare fiducia e forza ai dipendenti ormai esasperati è stata anche l'Arciconfraternita del Rosario che ha invitato i dipendenti alla cerimonia dell'offerta del cero della Madonna, che è stato "affidato" proprio ai lavoratori, ai quali è anche stato regalato un quadro. Un momento intenso, "un segno di vicinanza – sottolinea Armellino – importante e non solo per i credenti, ma per tutti, perché per noi è stato un messaggio di vicinanza e speranza". Solidarietà che prende forma e che grazie al priore Francesco Colelli si è trasformata in una mano tesa verso quanti stanno attraversando un momento difficile, "anche come simbolo – conclude Armellino – di quanti vivono nella precarietà". Vite appese al filo di una crisi che sta piegando il territorio. Si è accesa la speranza, ieri. Ed è stata vissuta nella fede e nella condivisione.
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