Bidella del Vibonese a scuola senza green pass per due giorni: "Ho bisogno di lavorare e non ho soldi per il tampone"
Era a conoscenza del fatto che il green pass fosse obbligatorio, ma al primo giorno di scuola si era presentata senza certificato vaccinale pretendendo di entrate tanto che il preside aveva chiamato la polizia per allontanarla. Il giorno successivo, però, la donna è ritornata nella stessa scuola per riprovarci ovviamente con lo stesso esito visto che questa volta sono accorsi i carabinieri. Protagonista della storia è una operatrice scolastica di Imperia, originaria di Limpidi di Acquaro, nel Vibonese, dipendente dell’Istituto di Istruzione Superiore Ruffini della città ligure.
Il primo scontro tra collaboratrice scolastica e dirigente -come scrive il quotidiano Fanpage - era avvenuto al primo giorno di lezione mercoledì quando il preside l’ha allontanata comminandole una sanzione pecuniaria e imponendole la sospensione dal lavoro come vuole la norma introdotta dal Governo sul green pass e in materia di contenimento del contagio da Covid 19. Era intervenuta anche la Polizia che aveva allontanato la bidella ma la donna ci ha riprovato anche oggi inscenando una nuova protesta nell’ingresso della scuola. Questa volta, c’è stato l’intervento dei Carabinieri.
“Ho bisogno di lavorare per mantenere la mia famiglia. Non posso permettermi di spendere ogni due giorni i soldi per fare il tampone. Mi presenterò a scuola tutti i giorni finché potrò per timbrare il cartellino e per dimostrare che sono disponibile a lavorare, ma non mi permettono di farlo". "La normativa -ha ribattuto il preside - si combatte in tribunale e non a scuola. Lei può farci causa, poi si combatterà in tribunale. Che sia una normativa anticostituzionale lo dove dire il giudice e non lei, la normativa c’è e va applicata” ha ribattuto il preside".
