'Ndrangheta e narcotraffico: pene pesanti per i membri del clan (NOMI)
Prime condanne per il rito ordinario dopo il blitz che svelò l’asse criminale: condanne fino a 26 anni per lo spaccio internazionale
Si chiude il primo importante capitolo giudiziario per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario nell'ambito della maxi-operazione “Svevia”. Il tribunale ha emesso i verdetti per il sodalizio criminale che, partendo dal quartier generale di Capizzaglie a Lamezia Terme, era riuscito a tessere una fitta rete per il traffico di stupefacenti con collegamenti strategici a San Luca, Rosarno e persino nella Capitale.
L'indagine, scattata nel febbraio 2023 sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro, aveva portato alla luce un'organizzazione gerarchicamente strutturata, guidata da esponenti legati alla storica famiglia di 'ndrangheta dei Giampà. La forza del gruppo risiedeva nella capacità di dialogare con i vertici del reggino e con la famiglia Casamonica di Roma, garantendo un flusso costante di droga sul mercato.
La sentenza emessa nelle scorse ore ha colpito duramente alcuni dei nomi principali coinvolti nel filone ordinario:
- Giorgio Gagliano: condannato a 26 anni e 9 mesi di reclusione.
- Raffaele Scalise: condannato a 13 anni e 5 mesi.
- Maurizio Lupparelli: 5 anni di reclusione e 35mila euro di multa.
- Pasquale Gigliotti: 4 anni e 3 mesi oltre a una multa di 20mila euro.
- Marco Cosentini: 4 anni e 2 mesi (assolto però da uno dei capi d'imputazione).
- Angelo Lupparelli e Antonio Mauro: 4 anni ciascuno e 30mila euro di multa.
- Salvatore Iannelli: 1 anno e 6 mesi.
- Vincenzo Iannelli: 1 anno e 2 mesi.
Tre le assoluzioni piene
Non sono mancate le decisioni favorevoli per alcuni indagati che sono riusciti a dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati. Il tribunale ha infatti assolto Saverio Torcasio (noto come "il geometra") perché il fatto non sussiste. Verdetto di assoluzione anche per Carmela Alfieri e Francesco Muraca, quest'ultimo scagionato dalle accuse principali per non aver commesso il fatto.
Questo verdetto si aggiunge a quello emesso lo scorso ottobre per chi aveva scelto il rito abbreviato, confermando l'impianto accusatorio della Guardia di Finanza su uno dei sistemi di spaccio più ramificati degli ultimi anni in Calabria.
