«Finalmente segnali positivi dall'amministrazione Limardo. Meglio tardi che mai. Ho auspicato questo risultato senza mai arrendermi sin dal 2019, ottenendo nel 2020 il primo tavolo tecnico. Ho sempre invitato a fare squadra e il 22 febbraio al tavolo tecnico permanente ho fatto appello alla onestà intellettuale alla responsabilità dei ruoli di ognuno, chiamati a sostenere e salvare il commercio vibonese».

È quanto dichiarato da Antonella Petracca, presidente di Fismo Confesercenti Vibo Valentia, che durante l'incontro ha riportato dati allarmanti riferiti alla città capoluogo. «565 le attività chiuse nel 2023 a Vibo Valentia. Aziende storiche, come Nusdeo Ingrosso fondato nel 1971, chiudono i battenti. Il tasso di natalità è sceso del 2,7% ogni 1000 abitanti. Gli istituti bancari si riducono. Gli abitanti da 33mila passano ad appena 29mila. Il Comune di Vibo Valentia che sottoscrive il decreto con il Ministero dell'Interno per scongiurare il dissesto, facendo così schizzare alle stelle tutte le percentuali delle aliquote dei tributi comunali; basti una su tutte l'Irpef che dallo 0,80 passa 1,20%,, rispetto altri comuni limitrofi che mantengono lo 0,20% e altri al massimo lo 0,80%. Sono dati che devono farci riflettere, tra tasse insostenibili e incassi stagnanti», ha asserito.

«Una città dalle serrande abbassate, con una popolazione per lo più di anziani o diversamente giovani, essendo che i giovani vanno via per studiare o specializzarsi fuori regione se non fuori nazione, senza farvi ritorno. - ha continuato - La cantierizzazzione simultanea delle piazze in città, ha dato il via ad una sorta di embargo del centro storico dove le attività anche se aperte di fatto sono chiuse. Inoltre, l'attuazione dei progetti per le due principali piazze del centro storico cantierizzate, prevede l'eliminazione di un numero ingente di parcheggi».

«La soluzione che ho sempre prospettato con il Pnrr era quella di un parcheggio multipiano e di una funiculare Vibo-Vibo Marina. Inoltre, mi domando a cantieri terminati dove sarà posizionato il mercato. - ha asserito Petracca - Non c'è più utenza, bisogna intervenire subito senza perdere altro tempo prezioso! Più che invitare alla restanza non resta che la "fuggitanza". Ma è conservando l'ottimismo, Confesercenti, che da sempre non si limita a evidenziare le problematiche, ma ne propone le soluzioni, che ha formulato tre proposte al tavolo permanente del 22 febbraio scorso».

«L'università del gusto e dell'ospitalità del turismo, che possa con il flusso di persone, con l'insediamento radicato nel tessuto urbano, fare da collante risvegliando tutto il tessuto economico commerciale dell'intera città contribuendo alla valorizzazione e al rilancio del centro storico. Valore artistico culturale, per la città capitale del libro, per un territorio a vocazione turistica, così che i giovani  della scuola alberghiera che vanno fuori a specializzarsi, si formino qui, qui lavorino, non più costretti a lasciare la favolosa terra natia. Abbiamo l'eccellenza dei prodotti enogastronomici e la dieta mediterranea che fa scuola in tutto il mondo. Così da riportare l'utenza», ha detto ancora la sindacalista.

«La seconda proposta formulata è in merito ai locali sfitti. Confesercenti chiama in campo l'eccellenza dell'imprenditoria vibonese ad aprire nel centro storico temporary store cercando di riportarvi anche l'artigianato. - ha affermato - L'ultima e terza proposta, rendere la città attrattiva creando ogni fine settimana un evento che ne possa richiamare l'hinterland. Confesercenti inoltre sostiene, che nulla può essere fatto senza previa programmazione, calendarizzazione e pubblicizzazione. Programmare a dicembre per gli eventi estivi, così come in estate per gli eventi natalizi».

«Certo che se la provincia conta 150mila abitanti, ed essendo stati eliminarti un numero cospicuo di parcheggi, dove saranno gli stalli per gli avventori in assenza di un parcheggio multipiano? Step by step con strategia integrata ottimismo e voglia di fare, Confesercenti ha chiesto che venga riaggiornato il tavolo tecnico permanente a non più tardi di una settimana, al fine di non vanificare quanto concordato ad unanimità il 22 febbraio. Solo così si riuscirà a dare un concreto serio significativo cambio di passo. Da soli si muore, insieme si vince!», ha concluso Antonella Petracca.