Manifesti per la morte della figlia del boss Mancuso, Comune di Limbadi sporge denuncia
E' giallo sui manifesti del Comune che avrebbe espresso la propria vicinanza alla famiglia Mancuso per la scomparsa prematura della figlia Eleonora, per un improvviso malore, all'età di appena 44 anni. Infatti, secondo quanto scritto dalla Gazzetta del Sud, il sindaco Pantaleone Mercuri ha tenuto a precisare di aver presentato denuncia ai carabinieri della locale stazione contro coloro i quali hanno fatto affiggere i manifesti a sua insaputa.
La giovane donna, morta giovedì 24 febbraio, è la figlia di Giuseppe Mancuso detto ‘Mbrogghja, 73 anni, boss della ‘ndrangheta tornato in libertà lo scorso 25 novembre dopo poco meno di 25 anni detenzione, dopo aver scontato la pena inizialmente dell’ergastolo ma successivamente tramutata in 30 anni
Chi è il boss Peppe ‘Mbrogghia
Il boss di ‘ndrangheta Peppe Mancuso, detto Peppe ‘Mbrogghia, è il nipote del “capo dei capi” di Limbadi Luigi Mancuso e zio del pentito Emanuele Mancuso. In passato indicato nell’elenco dei 30 ricercati più pericolosi, a novembre è tornato in piena libertà dopo aver scontato la pena inizialmente dell’ergastolo, ma successivamente tramutata in 30 anni, nel processo scaturito dall’inchiesta della Dda di Reggio Calabria denominata “Tirreno“. Peppe Mancuso viene considerato dagli inquirenti, per il periodo in cui era libero, a capo dell’ala militare della potente cosca di Limbadi.
