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Il Consiglio di Stato accoglie l’appello di G.S. e annulla il diniego al riesame del divieto di detenzione di armi disposto dal prefetto di Vibo Valentia. Con sentenza del 19 febbraio 2026 (ricorso n. 716/2025), la Terza Sezione ha riformato la decisione del TAR Calabria n. 1645/2024.

Il provvedimento prefettizio era stato motivato dalla frequentazione di soggetti con precedenti penali e dal contesto familiare dell’interessato, con affini ritenuti vicini ad ambienti mafiosi. Nel 2021 la Questura aveva respinto l’istanza di revoca, confermando la prognosi negativa di affidabilità.

I giudici di Palazzo Spada, pur richiamando l’ampia discrezionalità prevista dall’articolo 39 del TULPS, affermano che il solo legame di parentela, in assenza di ulteriori elementi concreti, non può giustificare il diniego. L’amministrazione avrebbe dovuto valutare anche le circostanze favorevoli dedotte dall’appellante.

G.S: era assistito dall’avvocato Giuseppe Di Renzo, che quindi appone il proprio nome ad una sentenza storica. La Prefettura dovrà ora riesaminare la posizione con un’istruttoria completa e adeguatamente motivata.