Si apre un nuovo capitolo nella lunga e dolorosa vicenda del piccolo Giacomo, il bambino di appena due anni deceduto il 1° gennaio 2019 presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Dopo anni di indagini, archiviazioni e denunce, il GUP del Tribunale di Roma ha disposto il rinvio a giudizio di cinque medici dell’ospedale pediatrico: Antonio Ammirati, Mario Salvatore Russo, Sonia Albanese, Matteo Trezzi e Roberta Iacobelli.

Secondo l’accusa, i sanitari avrebbero sottovalutato la gravità delle condizioni del piccolo, affetto da una complicanza legata al pacemaker impiantato alla nascita, ritardando l’intervento che avrebbe potuto salvarlo. Il processo inizierà il 19 novembre 2025.

La tragedia ebbe inizio il 31 dicembre 2018, quando Giacomo, che si trovava in Calabria, si sentì improvvisamente male. Fu trasportato d’urgenza all’Ospedale di Polistena, dove i medici, constatata la gravità delle sue condizioni, contattarono immediatamente il Bambino Gesù chiedendo un trasferimento urgente. Grazie all’intervento della Prefettura di Reggio Calabria e del Presidente della Regione, fu predisposto un volo militare per Roma. Tuttavia, una volta arrivato nella capitale, il bambino non venne operato subito: l’intervento fu rimandato al mattino successivo, ma a quel punto era già troppo tardi.

A denunciare i fatti era stato il nonno, Giacomo Francesco Saccomanno, che per anni ha portato avanti una battaglia giudiziaria contro quella che definisce “una catena di negligenze, imperizie e omissioni”. Dopo un iniziale decreto di archiviazione, il procedimento è stato riaperto in seguito a nuove perizie che hanno evidenziato incongruenze nelle valutazioni dei consulenti originari.

“Non riavremo mai il nostro Giacomo – ha dichiarato Saccomanno – ma sapere che chi ha delle responsabilità dovrà rispondere davanti alla giustizia è un passo importante. Questa vicenda deve servire a impedire che altri bambini subiscano lo stesso destino.”