Vibo, il Pd perde Maria Salvia ma raccoglie l'adesione di Gernando Marasco
"L’avvio del tesseramento 2019 è l’occasione per formalizzare la mia adesione al Partito Democratico. E’ una scelta su cui stavo riflettendo da diverso tempo, dopo la mia candidatura come indipendente nella lista del PD alle elezioni comunali del maggio scorso, e che gli ultimi eventi della politica nazionale hanno accelerato. Guardo con fiducia e speranza al nuovo governo e, da cittadino calabrese, nutro forti aspettative su un intervento dello Stato che dia al Sud un po’ di dignità e ossigeno e che corregga lo squilibrio di investimenti in sfavore del Mezzogiorno". Esordisce così Gernando Marasco, candidato alle ultime elezioni amministrative con i dem a Vibo Valentia. Non solo brutte notizie, dunque, per i democratici.
"Quello di Nicola Zingaretti - ha detto Marasco - è un Partito Democratico rinnovato, forte e plurale, che (la sfida da vincere è questa) punti a costruire una società coesa e solidale e a ridare alle persone diritti, speranza, equilibrio e ordine, impossibili senza una poderosa politica di giustizia sociale. Così non è stato negli anni del renzismo e delle sue riforme più caratterizzanti: dal Jobs Act alla Buona Scuola alla mancata riforma costituzionale, resta forte la contrarietà della sinistra. Non si tratta di demonizzare la figura di Matteo Renzi, né si può pensare che la sua scissione risolva d’incanto tutti i problemi e le contraddizioni del PD, un partito che ha un profondo bisogno di rinnovamento a tutte le latitudini, comprese quelle calabresi. Nella nostra regione si sta chiudendo un’esperienza governativa molto discussa, forse criticata oltre i suoi oggettivi demeriti; ma al di là della valutazione politica sull’operato della giunta uscente, il mutato quadro nazionale impone il superamento della figura di Mario Oliverio e di fare un tentativo di coalizione civico-politica che vada oltre i ristretti confini del centrosinistra tradizionale, guidata da un “Giuseppe Conte calabrese” per raccogliere la sfida del centrodestra".
"Le elezioni regionali sono dietro l’angolo e il Partito Democratico del capoluogo rischia di farsi trovare impreparato e di affrontare questa scadenza senza un gruppo dirigente cittadino. Ha sì intrapreso un nuovo corso positivo, con riunioni e assemblee aperte in cui è stato avviato un confronto costruttivo tra le sue anime, tra i militanti di lungo corso e le nuove energie che vogliono dare un contributo; ma il metodo più affidabile, democratico, costruttivo e inclusivo per costruire un progetto politico per Vibo Valentia è il congresso cittadino. Un congresso aperto alle adesioni dei simpatizzanti, partecipato, trasparente e contendibile, in cui i numeri, pure importanti, non mettano in secondo piano i contenuti".
"Dopo le traversie degli ultimi dodici mesi, bisogna rinvigorire il Partito Democratico a Vibo Valentia, rivedere il programma e il progetto per la città e sostenere, ma anche “controllare” l’operato dei consiglieri comunali. L’opposizione alla maggioranza della sindaca Limardo non può essere demandata esclusivamente alle pur lodevoli iniziative del gruppo consiliare; i consiglieri necessitano del supporto di un partito alle loro spalle, che li aiuti ad assumere posizioni efficaci, rappresentative e unitarie, evitando iniziative in solitario o troppo dialoganti con la maggioranza. Se la politica è ascoltare i bisogni delle persone e provare a dare risposte, dobbiamo farlo a maggior ragione a Vibo Valentia, a cominciare dalle frazioni e dalle periferie".
