La sanità vibonese vive un momento di profonda crisi per via delle numerose criticità, prova ne sono le continue denunce da parte dei cittadini. Stavolta è il signor Domenico Macrì, sulla soglia dei 70 anni, a voler esternare la sua rabbia raccontando la sua disavventura con il sistema sanitario.

«Quanto accaduto alla mia persona, ed immagino a tanti altri, ha dell’incredibile e conferma che la sanità a queste latitudini è allo sfacelo. Stamattina ho chiamato il Cup per fissare una semplice ecografia: addirittura mi hanno risposto che per sottopormi a tale esame se ne parla il 31 gennaio 2025», ha detto il cittadino.

È arrabbiato, ed al contempo rammaricato per questa situazione che colpisce l’intera comunità. «Come fanno a dormire sonni tranquilli, i commissari e tutti i dirigenti, di fronte a tali ingiustizie? Mi viene da pensare che nessuno voglia risolvere questi annosi problemi per favorire la sanità privata. - ha insistito – Ho chiesto anche se potesse essere possibile effettuare l’ecografia a Soriano, o a Tropea, o a Serra. Mi è stato detto che è un problema a livello provinciale, non solo del Capoluogo».

Più che prevedibile la soluzione del signor Macrì. «Mi tocca rivolgermi al privato, come fanno in molti, e sganciare 120 euro. Non oso immaginare chi ha problemi di salute ben più seri, costretti ad emigrare al Nord per ottenere cure dignitose. Ciò si riflette anche sulla famiglia, anche a livello economico. Così come pesa anche sulle casse della Regione Calabria, che ogni anno deve sborsare milioni e milioni di euro per coloro che superano i confini per curarsi. Ci vorrebbe una rivoluzione con tanto di forconi, invece continuiamo ad essere lingue pestifere, pulci ammaestrate. Il tutto nel silenzio di senatori, deputati e consiglieri regionali calabresi. Ognuno, purtroppo, pensa ai fatti propri», ha concluso.