Incendio doloso con la maschera di "V": arrestato il fantasma delle onoranze funebri
Svolta in Calabria: il possibile movente legato a dinamiche di rivalità e concorrenza per il controllo e l’intermediazione nei servizi di onoranze funebri
Non è stato un incidente e nemmeno il tragico esito di un festeggiamento finito male. Il rogo che nella notte del 1° gennaio 2026 ha illuminato sinistramente via Pier Paolo Pasolini a Frascineto era un atto doloso, pianificato con cura e scatenato da una spietata rivalità commerciale. I Carabinieri della Compagnia di Castrovillari hanno chiuso il cerchio attorno al presunto responsabile, un giovane locale ora ristretto in carcere con l'accusa di incendio aggravato.
Le fiamme, divampate poco dopo il brindisi di mezzanotte, avevano avvolto un intero piazzale, distruggendo magazzini carichi di materiali e rimesse per auto. L'intervento massiccio dei Vigili del Fuoco ha evitato che l'incendio, di proporzioni vaste e pericolose, raggiungesse le abitazioni civili adiacenti, scongiurando una potenziale strage tra i residenti.
A tradire il piromane è stata la sua stessa messa in scena. Grazie all'analisi meticolosa delle immagini di videosorveglianza, i militari dell’Aliquota Operativa hanno isolato un fotogramma decisivo: un uomo, con il volto coperto e a bordo di una vettura sportiva, che scavalcava la recinzione con una tanica di liquido infiammabile in pugno.
La svolta è arrivata durante la perquisizione domiciliare. Nell'abitazione del sospettato, i Carabinieri hanno rinvenuto l'abbigliamento usato per il raid, tra cui un dettaglio teatrale e inquietante: la maschera di Guy Fawkes, resa celebre dal film "V per Vendetta", utilizzata per nascondere i lineamenti durante l'innesco del rogo.
Oltre alle prove fisiche, gli inquirenti hanno scavato nel passato e nel presente dell'arrestato, portando alla luce un movente torbido. Dietro l'attacco incendiario non ci sarebbero vecchi rancori personali, ma una spietata concorrenza economica. Secondo la ricostruzione della Procura di Castrovillari, il gesto sarebbe scaturito da forti dissapori legati al controllo e all'intermediazione dei servizi di onoranze funebri nella zona. Un tentativo violento di imporre il monopolio in un settore delicato e redditizio, eliminando fisicamente le risorse della concorrenza.
Nonostante i tentativi del giovane di rendere la propria auto sportiva meno riconoscibile dopo il fatto, la tempestività dei militari ha permesso di chiudere il caso in tempi record. Coordinata dalla Procura della Repubblica, l'attività investigativa è sfociata in un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Castrovillari. L'uomo è stato prelevato e condotto presso la casa circondariale locale, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
