L'ex esponente di minoranza estromesso dalla pubblica assise dopo la sentenza dei giudici amministrativi che hanno dato ragione a Mariano Piro. 

Parola d'ordine, perserveranza. Non getta la spugna Rosario Tomaino. Il consigliere comunale di Vibo Valentia, eletto in quota i Democratici, non si arrende alla sentenza del Tar Calabria che lo ha dichiarato decaduto. Nei giorni scorsi, l'ex esponente della minoranza ha deciso di riprendere dal Consiglio di Stato la sua battaglia finalizzata a preservare il proprio seggio in assise. E lo ha fatto con straordinaria determinazione nominando quale proprio difensore, addirittura, il professor Vincenzo Cerulli Irelli, avvocato cassazionista, docente ordinario di Diritto amministrativo alla Sapienza di Roma e in precedenza alla facoltà di Giurisprudenza di Firenze, autore di numerosissime pubblicazioni riconosciute a livello internazionale. Chiaro l'intento:  ribaltare il verdetto del Tribunale amministrativo regionale che a parità di consensi ha riconosciuto a Mariano Piro la precedenza sullo stesso Tomaino perchè meglio posizionato nella lista che sosteneva, alle amministrative della scorsa primavera, Antonio Lo Schiavo. Non per questo il giovane dem ha desistito. Nella convinzione che i 6 voti aggiuntivi siano stati attribuiti erroneamente al suo ex compagno di squadra, divenuto un "nemico" giurato quando di mezzo ci si è messa la poltrona. Quella stessa “seggiola” da cui tutelare, naturalmente, gli interessi della collettività, con spirito di servizio e amorevole dedizione.