di Marco Furnari

Ci sono momenti in cui vorremmo che l'immaginazione superasse la realtà, attimi dell'esistenza umana nei quali auspicheremmo che la dimensione onirica possa prevalere su quella effettiva. Invece, purtroppo, così, non è. D'altronde, sapevamo che il tuo destino era ormai segnato. "Questione di giorni, di ore", ci avevano fatto intendere. Ma l'auspicio mio personale che un leone come te potesse farcela e continuare a regalarci il suo sorriso, era intatto.

Contro ogni diagnosi impietosa, io ci speravo. Per una ragione essenziale: senza Franco Romano, l'uomo che a me, "ramingo in suol straniero", ha spalancato le porte della città di Vibo, ha regalato insegnamenti, sorrisi, ha dato un input decisivo alla mia crescita umana e soprattutto professionale, io mi sento quasi perso. Come dimenticare la straordinaria accoglienza ricevuta in una comunità che non conoscevo, l'affetto, le confidenze, i suggerimenti e soprattutto l'amicizia, quella vera, pura, spontanea, senza secondi fini, che mai avrebbe subito alcun tentennamento. Sono ancora esterrefatto, pur essendo la notizia nefasta ormai imminente.

Non riesco ad assumere ancora quella consapevolezza necessaria a maturare il distacco da un uomo che per me ha rappresentato il faro sul piano professionale. Un uomo che non si è mai chiuso nei suoi innumerevoli saperi, dispensando a me e a tanti altri consigli nodali per la nostra crescita avvenuta, nel mio caso, anche e soprattutto, grazie a lui.

Da oggi in avanti, pensarci senza Franco sarà molto più difficile. Lo sarà per i commercialisti e per i consulenti del lavoro, lo sarà soprattutto per la sua famiglia, alla quale rivolgo il mio pensiero, nella certezza che mi continuino tutti a sentire vicino, in questo momento che poi, per noi credenti, è un trasumanare verso altri lidi.

La famiglia, gli amici ma è soprattutto la città, in un momento di profonda crisi identitaria, che perde un professionista capace di interpretare al meglio la vibonesità vera, autentica, originale. Quel modo di essere proprio di pochissime persone capaci di farsi vedere per quello che sono senza infingimenti, nè maschere di sorta. Franco era anche questo. E il suo brillante percorso professionale non lo ha mai allontanato dai valori autentici dell'esistenza di ciascuno. Uomo, padre, collega e grandissimo amico che accompagniamo verso il suo ultimo viaggio nella certezza che già ci sorrida, con le sue guance rosse e quello sguardo pieno di bontà che ha sempre fatto da sfondo meraviglioso, come un tramonto sullo Stromboli, alla sua straordinaria esistenza.