Traffico di droga tra New York e la Calabria, cinque condanne a Palmi. C'è anche un vibonese
Si è concluso dinanzi al Tribunale collegiale il processo in primo grado scaturito dall'operazione Columbus. Due assoluzioni
Accolte quasi in toto le richieste avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nei confronti dei sette presunti narcos implicati nell'inchieste denominata "Columbus" e finiti nel processo ordinario che si è celebrato in primo grado davanti al collegio del Tribunale di Palmi. I giudici hanno emesso cinque condanne e due assoluzioni.
La sentenza. La pena più severa per Franco Fazio, candidato al consigliere comunale di Lamezia Terme alle scorse elezioni amministrative, condannato a 17 anni e 10 mesi di reclusione e 150mila euro di multa. Per il 49enne di Pianopoli il pm aveva chiesto 18 anni di reclusione. Condannato ad 8 anni e tre mesi invece Cosimo Berlingieri di Catanzaro al quale è stata comminata una multa di 27 mila euro. Dovrà scontare 9 anni e pagare una multa di 28mila euro Domenico Berlingieri. Otto anni e tre mesi per Basilio Caparrotta, 56 anni di Sant'Onofrio, provincia di Vibo. La pena più lieve per Pino Fazio di Lamezia Terme condannato a 2 anni di reclusione. Assolti Salvatore Caparrotta e Alfonso Santino Papaleo di Lamezia Terme per come aveva tra l'altro richiesto il pm in sede di requisitoria. Il Tribunale ha condannato Franco Fazio, Cosimo Berlingieri, Domenico Berlingieri e Basilio Caparrotta all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e all'interdizione legale per la durata della pena.
Collegio difensivo. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Viscomi, Marchese, Miceli, Larussa, Contestabile, Guerriero, Pisani, Chiappetta.
Da New York alla Calabria. Il principale imputato nel procedimento “Columbus”, vale a dire Gregorio Gigliotti è stato condannato in America insieme a sua moglie e al figlio. E proprio da una inchiesta che ha avuto come epicentro il ristorante di Gigliotti nel Queens di New York ha preso il via l’operazione “Columbus”. L’Fbi fece irruzione nel locale gestito dal calabrese di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, sequestrando oltre 100mila dollari, sei pistole, un fucile, cocaina e marijuana. Con il processo abbreviato sono stati condannati i fratelli Carmine e Francesco Violi, originari di Sinopoli. In America insieme a Gigliotti e alla sua famiglia erano stati condannati il gruppo dei “costaricensi” che forniva la droga. Nel processo ordinario di Palmi il pm della Dda ha quindi chiesto la condanna per associazione soltanto per Franco Fazio di Pianopoli, parente di Gigliotti. Per tutti gli altri il pubblico ministero ha invece chiesto l’assoluzione dall’associazione e la condanna solo per coloro che avevano reati fine.
L’inchiesta. Dalle indagini sarebbe emerso che dietro il titolare del ristorante-pizzeria “Cucino a modo mio” si celava un broker del traffico di droga. L’uomo sarebbe stato infatti in contatto sia con esponenti delle famiglie mafiose newyorkesi sia con personaggi di spicco della ‘Ndrangheta, un cartello della famiglia degli Alvaro, sia con i narcos sudamericani ed, in particolare, quelli del Costa Rica. Il 12 ottobre 2014, il giorno del Columbus Day, gli uomini del Fbi e della polizia italiana hanno bloccato il primo carico di cocaina, proveniente da un porto del centro America e destinato a New York e alla Calabria. Il 7 maggio 2015, infine, scattò l’operazione che portò in carcere 15 persone accusate di narcotraffico internazionale.
