Il confronto tra il sindaco Elio Costa ed i referenti delle liste finisce restringere il perimetro della coalizione. Estromesso anche il gruppo di Vincenzo Pasqua, nonostante il dialogo aperto da giorni con il primo cittadino

Niente da fare per Udc ed Ncd. Elio Costa non ha fatto passi indietro ed ha estromesso dal "summit" di maggioranza di ieri pomeriggio, Ottavio Bruni e Alfonso Grillo. Ritirata in extremis dal sindaco della città la convocazione di Maria Rosaria La Grotta, invitata qualche giorno addietro, ma lasciata fuori dal tavolo che conta nel pomeriggio di ieri. Al serrato confronto di maggioranza, che si è tenuto nella sala giunta di palazzo “Luigi Razza”, hanno preso parte esclusivamente - scrive questa mattina la Gazzetta del Sud - i riferimenti delle liste riconducibili a Stefano Luciano, ovvero, Pippo Sirgiovanni ed in prima persona, Giuseppe Mangialavori, oltre che Michele Lico (Liberamente insieme). Significativa, pure, l’assenza di Gregorio Polistina, uno eletto di “Vibo Popolare” che in una riunione ufficiale non potrà non avere un risvolto politico. Non certo un buon segnale per il suo assessore di riferimento.


I nodi al pettine. Il sindaco, da quanto è trapelato, è stato tanto chiaro quanto rapido nel definire la questione. Dapprima il capo dell’Amministrazione si è soffermato sui problemi di bilancio che stanno creando non pochi grattacapi all’Amministrazioni e rispetto ai quali, in 24 ore, non era riuscito nell’impresa neppure di riunire la giunta. Poi, ha introdotto la questione politica chiedendo ancora 20 giorni di tempo, per arrivare a licenziare il documento contabile (bilancio di previsione) e poi rivedersi per affrontare gli altri nodi al pettine. Molto più di ogni parola è stata eloquente “la composizione del tavolo” – ha sussurrato qualcuno soddisfatto al termine del … vertice. “Segno che la maggioranza è cambiata”.

Il monito silenzioso. D’altronde, il segnale lanciato da alcuni membri dell’esecutivo, espressione di FI e Vibo Unica, era stato chiarissimo. Se il quadro non fosse stato ricondotto all’essenza dei gruppi consiliari o anche delle liste, ma senza favoritismi di sorta, il banco sarebbe saltato ancor prima che iniziasse la discussione.


Chi pagherà dazio? Costa, che certo in quanto ad esperienza, non deve prendere lezioni da nessuno, ha capito l’antifona alla perfezione e non ha convocato gli elementi oggetto delle diatribe delle ultime settimane. Di conseguenza, a meno di due anni dal voto la maggioranza si è ufficialmente ridotta a quattro forze … civiche. E le conseguenze sull’esecutivo dovrebbero essere in linea direttamente consequenziale a questo modus operandi. Al capo dell’Amministrazione non rimarrà, a questo punto, che fare un passo indietro rispetto a quelli che erano i suoi primi convincimenti. Le spese potrebbero farle in primis Nico Console ed Antonio Scuticchio. Ma con Costa, è bene non escludere mai colpi di scena!