Omicidi di ’ndrangheta, la Procura chiede gli ergastoli per boss del Vibonese (NOMI e FOTO)
La sostituta procuratrice generale di Catanzaro, Annamaria Frustaci, ha tenuto la requisitoria davanti alla Corte d’Assise d’Appello, ribadendo la richiesta di confermare le condanne inflitte in primo grado nell’ambito del filone omicidi di Rinascita Scott, l’operazione che ha squadernato il potere e le dinamiche criminali della ’ndrangheta vibonese tra metà anni ’90 e primi Duemila. Durante il suo intervento, la pubblica accusa ha ricostruito i principali episodi di sangue che hanno caratterizzato quel periodo, dalle “lupare bianche” di Roberto Soriano e Antonio Lo Giudice (agosto 1996) al duplice omicidio di Alfredo Cracolici e Giovanni Furlano (febbraio 2002), passando per il sequestro di Rocco Ursino, delineando un quadro di rapporti di forza, rancori e presunti ruoli apicali.

Secondo la Procura generale, Soriano e Lo Giudice furono vittime di una vera e propria trappola: convocati sotto falso pretesto, furono vittime di un regolamento di conti in cui Giuseppe Accorinti, boss di Zungri, e Saverio Razionale, capo di San Gregorio d’Ippona, avrebbero avuto un ruolo di vertice. Lo Giudice sarebbe stato ucciso con un colpo alla testa, Soriano torturato e poi eliminato con successiva distruzione del corpo. Nel capitolo Cracolici-Furlano, invece, Domenico Bonavota viene indicato come capo dell’ala militare del clan, mentre Antonio Ierullo avrebbe eseguito materialmente l’agguato a Vallelonga con armi da fuoco di grosso calibro.

Il sequestro di Ursino in Lombardia e il trasporto in Calabria, con percosse e minacce finalizzate a ottenere il pagamento di 6.000 euro, viene ricostruito dalla Procura come un’azione estorsiva coordinata da Antonio Vacatello, affiancato da Maurizio Pantaleo Garisto e Valerio Navarra. Il collaboratore di giustizia Andrea Mantella resta imputato a 14 anni, con la Procura che sottolinea il valore probatorio dei suoi contributi incrociati con intercettazioni e riscontri esterni.
Al termine della requisitoria, la Procura generale ha chiesto la conferma delle condanne: ergastolo per Giuseppe Accorinti e Saverio Razionale, ergastolo per Bonavota e 30 anni per Ierullo, 30 anni per Vacatello e pene comprese tra 20 e 14 anni per gli altri imputati, secondo l’impianto già deciso dai giudici di primo grado nel novembre 2023. Non sono stati impugnati invece altri verdetti di assoluzione divenuti definitivi.
Le arringhe dei difensori sono iniziate subito dopo la requisitoria e proseguiranno nelle udienze di fine settembre e inizio ottobre. Se non ci saranno rinvii, la Corte potrebbe entrare in camera di consiglio e pronunciarsi entro il 17 ottobre, giorno in cui potrebbe arrivare la sentenza d’appello.
