’Ndrangheta, due ex sindaci davanti ai giudici (NOMI e DETTAGLI)
L’ex sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, racconterà la propria verità rispondendo alle domande: ha infatti deciso di sottoporsi a interrogatorio nell’udienza preliminare a Bologna che lo vede imputato per concorso esterno alla mafia, accusa formulata anche verso l’ex primo cittadino Giuseppe Vezzani. Lo scrive il Resto del Carlino, secondo cui altro aspetto saliente riguarda l’ammissione delle parti civili: il giudice Roberta Malavasi ha fatto una scrematura sui soggetti che volevano chiedere un risarcimento, bocciando diverse domande. I due ex amministratori di Brescello avevano già fatto sapere che non avrebbero scelto riti alternativi: quindi il gup potrà proscioglierli oppure rinviarli a giudizio. Tra gli altri dieci imputati, figurano Salvatore Grande Aracri, già condannato per associazione mafiosa, più la sorella Rosita Grande Aracri, ora accusata di 416 bis, che ieri ha ventilato di voler chiedere il rito abbreviato. Altri accusati hanno annunciato l’intenzione di domandare il patteggiamento. Il termine ultimo per le istanze di rito alternativo è fissato a inizio marzo.
Il nuovo filone a sfondo mafioso è scaturito dalle investigazioni del pubblico ministero della Dda Beatrice Ronchi, una sorta di ‘Grimilde bis’, connesso ma distinto rispetto all’operazione contro la ‘ndrangheta fatta nel 2019. Coffrini, assistito dagli avvocati Mario L’Insalata ed Eleonora Ciliberti, sarà sentito nella prossima udienza: "Finora lui non è mai stato ascoltato: nessuno conosce la sua versione dei fatti. Durante l’interrogatorio - dichiara il difensore L’Insalata - Coffrini risponderà punto su punto a tutte le contestazioni, raccontando come stanno le cose". A Bologna ieri era presente Vezzani, difeso dagli avvocati Alessio Fornaciari e Valeria Miari. Sono stati ammessi come parti civili il Comune di Brescello, che chiede 500mila euro, la Provincia di Reggio (rappresentati dall’avvocato Salvatore Tesoriero), la Regione (avvocato Alessandro Gamberini), il Comune di Reggio e il ministero dell’Interno. Poi la Cgil reggiana e regionale (avvocati Andrea Gaddari e Andrea Ronchi) e l’associazione Libera (avvocato Vincenza Rando). Sì a Franco Conte (avvocato Stefano Vigna), non verso gli ex sindaci ma solo per le presunte minacce mafiose ricevute da Paolo Pucci (1987), imputato. Accolta l’associazione Cortocircuito (avvocato Antonella Corrente). Respinta la domanda di Donato Ungaro, che chiedeva 100mila euro. "Qualora vi sia un rinvio a giudizio - annuncia l’avvocato Vartolo - riproporremo la domanda al tribunale". No anche all’associazione Impastato-Castelli (avvocato Gianluca Vinci) con la rappresentante Catia Silva.
