Tre ordinanze per rimettere ordine e rilanciare la raccolta differenziata calata di sei punti percentuali rispetto al 2018. Il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo e l'assessore all'Ambiente Vincenzo Bruni hanno chiarito in una conferenza stampa che da questo momento per i trasgressori delle regole vi sarà tolleranza zero. Infatti, la raccolta differenziata è calata al 44%, dato ben al di sotto di quello del 2018 e sebbene si sia registrato un incremento negli ultimi mesi, la soglia rimane ben al di sotto delle aspettative. "In queste condizioni - ha detto il sindaco - i cittadini saranno costretti a pagare ulteriormente dazioni, dal momento che il comune non usufruirebbe degli sgravi sul conferimento in discarica". Le tre ordinanze prevedono il divieto di utilizzo dei sacchi neri per la componente indifferenziata; il divieto di abbandono di rifiuti di piccole dimensioni (cartacce, sigarette, ecc.); divieto assoluto di utilizzo di plastica sulle spiagge e nei parchi cittadini. "A ciascun sacchetto nero - ha precisato Bruni - verrà applicato un bollino rosso e in breve tempo gli operatori risaliranno ai responsabili".

Il Comune si muove anche sul fronte del nuovo capitolato d'appalto, visto che l'attuale azienda lascerà la città già alla fine dell'anno. "Ci si muove - hanno detto sindaco ed assessore - su un doppio binario: l'appalto sarà sdoppiato in cura del verde e gestione della raccolta dei rifiuti". Se tutto andasse per il verso giusto, non ci sarebbe la necessità di fare ulteriori proroghe: "Ma si tratterà di una gara europea - ha chiarito il sindaco - con i tempi necessari ad attuarla".

Disco verde anche alle otto isole ecologiche che sorgeranno in vari punti della città e a due ecocentri, uno dei quali a Vibo Marina.
QUanto agli incivili, il sindaco e l'assessore all'Ambiente hanno sottolineato che si passerà "dalle foto trappole alla videosorveglianza con telecamere mobili". Il Comune provvederà, infine, anche a pulire l'area del cementificio: "Non è di nostra competenza - ha chiosato il primo cittadino - ma lo faremo ugualmente".