L’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia sta portando avanti un’organizzazione impeccabile per la campagna vaccinale. Niente ritardi, pochi assembramenti, pochissimi disagi. Al punto che “le altre Asp della Calabria ci prendono a modello”. Questo, almeno, è quello che sostiene la stessa Asp vibonese, affermandolo nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare il nuovo piano vaccinale. A parlare con i giornalisti il team costituito ad hoc per dare una “forte accelerazione” alle vaccinazioni, ma non il commissario straordinario Maria Bernardi che - “per impegni pregressi” e “per lasciare ad altri la voce” - è andata via nel momento in cui i giornalisti sono arrivati.

Assembramenti? "Colpa dei parenti degli anziani".
Nel corso della conferenza stampa abbiamo posto diverse domande, riuscendo a fatica a ottenere risposte tra i vari “dipende”, “questo lo dice lei” e “siamo in guerra quindi dobbiamo tutti collaborare”. A partire dalla disorganizzazione degli ultimi giorni in cui sono anche dovute intervenire le forze dell’ordine. “A me non risultano interventi – ha dichiarato il direttore sanitario Matteo Galletta - solo la Polizia è venuta domenica scorsa e ha constatato che non c’era nessun assembramento”. Ma gli stessi assembramenti non sono sintomo di una cattiva organizzazione dell'Asp? “No, perchè la gestione degli over 80 non è facile". In che senso? "Per ogni anziano vengono anche tre parenti: per 650 da vaccinare ci sono quasi 2mila persone. È poi assolutamente superfluo che se io sono prenotato alle 10 arrivo alle 7 e creo problemi organizzativi”. Con un appello, quindi, “a rispettare gli orari di prenotazione”. Come intende risolvere il problema l'Asp per i prossimi giorni? “Stiamo inserendo sul sito l'informazione che si possono prenotare - ha risposto il direttore Galletta - e l'invito a venire solo nell'orario di prenotazione, al massimo mezz'ora prima".

Il piano vaccinale.
Venendo al sodo, a tre mesi dall'inizio delle vaccinazioni si sta per terminare il primo 25% delle somministrazioni agli over 80. Contemporaneamente si sta avviando la prima somministrazione del restante 75% e "pensiamo di finire la prima dose per metà aprile, la seconda per fine maggio". Verso la conclusione anche le vaccinazioni (con prima dose) del personale dei servizi essenziali tra cui, entro fine mese, quelle del personale scolastico (tutti con AstraZeneca, tranne nel caso in cui ci siano particolari patologie). Non c’è però più un calendario, in quanto "il calendario lo fa la stessa piattaforma di prenotazione". Inoltre si sta procedendo alla vaccinazione dei soggetti fragili, disabili e vulnerabili. Chiarendo a riguardo che "è presente sul sito dell'Asp una tabella con i codici di esenzione per capire se si rientra nelle categorie in questione" e che "il soggetto diabetico va vaccinato con Pfizer solo se ha una terapia con due tipologie di farmaci o se ha delle complicanze".

Difficoltà nelle prenotazioni.
È tutto gestito, quindi, dalla piattaforma di prenotazione. In molti però negli ultimi giorni hanno denunciato di non riuscire ad accedere. "L’utente non riesce a prenotarsi - ha risposto il direttore sanitario Galletta - o perchè ha la tessera sanitaria scaduta, o la tessera non ha il microchip, o perchè sbagliano a inserire il numero della stessa, o semplicemente perchè non fanno parte delle categorie che si stanno vaccinando in questo momento". In questi casi, comunque, "chi non riesce a caricarsi sulla piattaforma può essere inserito dall'Asp su segnalazione del medico curante". Tra loro anche il personale scolastico supplente in Calabria, proveniente da fuori regione, che può chiedere di essere inserito tramite un'email all'indirizzo: [email protected].

Non si butta nessuna dose.
Le dosi di vaccino, per il momento, stanno arrivando regolarmente. "Ne abbiamo attualmente 5756, oggi ne arriveranno altre di AstraZeneca e la prossima settimana altri 4 contenitori di Pfizer, per un totale di 4mila dosi". A fine serata, inoltre, ne avanzano solo raramente - spiega il team di esperti - e quando succede si tratta di 2-3 dosi al massimo "che destiniamo a soggetti della categoria che stiamo vaccinando". "Le poche dosi eventualmente residue - ha specificato ulteriormente il team - le collochiamo a persone aventi diritto che andiamo a cercare tra le persone prenotate nei giorni successivi. È inutile quindi assembrarsi all’esterno perchè non saranno vaccinati i primi che passano".

 

 

 

700 vaccinazioni al giorno.
La Protezione civile regionale - che ha come obiettivo quello di implementare il numero delle somministrazioni - si è resa disponibile per garantire ulteriore personale. Attualmente, infatti, l'Asp riesce a garantire 600/700 vaccinazioni al giorno. Non sono poche? "Questo lo dice lei", è stata la risposta. In ogni caso l'obiettivo è quello di poter avere a disposizione altri medici, infermieri e amministrativi per aumentare questa soglia. Con un invito finale a vaccinarsi: "Il vaccino è l’unico strumento che abbiamo, non bisogna avere timore, ci sono agenzie italiane ed europee che dicono che il vaccino è sicuro e non bisogna avere nessun tipo di preoccupazione”. Evidenziando anche che "gli Stati più avanti con le vaccinazioni presentano un crollo sia dei decessi che dei ricoveri”, e che quindi "bisogna eliminare ogni pregiudizio sui vaccini di Serie A e di Serie B". Chiedendo anche maggiore attenzione da parte di chi si è già vaccinato: "Molti vaccinati si infettano di nuovo - ha evidenziato il dottor Demonte - perché si tende ad abbassare la guardia. Ma gli anticorpi incominciano ad alzarsi dopo almeno 20 giorni dal secondo inoculo, non prima, quindi è necessario continuare a fare attenzione".