Il calcio italiano piange la scomparsa di Celeste Pin, storico difensore della Fiorentina e simbolo di un’epoca. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita nella mattinata di martedì 22 luglio nella sua abitazione di Firenze. Aveva 64 anni. Secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe tolto la vita. A lanciare l’allarme è stato un parente, preoccupato per il suo silenzio prolungato.

Sul posto sono intervenuti i medici del 118 e gli agenti della Polizia, che hanno constatato il decesso e avviato gli accertamenti del caso. La notizia ha scosso profondamente il mondo del calcio, dove Pin era ancora molto amato e rispettato.

Una carriera tra Perugia, Fiorentina, Verona e Siena

Nato il 25 aprile 1961 a San Martino, frazione di Colle Umberto (Treviso), Pin aveva mosso i primi passi nel calcio professionistico con la maglia del Perugia, prima di approdare alla Fiorentina, dove ha legato indissolubilmente il proprio nome.

Con la maglia viola ha disputato circa 200 partite tra il 1982 e il 1991, diventando una colonna della difesa e prendendo parte alla finale di Coppa UEFA del 1990 contro la Juventus. Dopo l’esperienza a Firenze, ha vestito i colori del Verona per quattro stagioni, dal 1991 al 1995, chiudendo poi la carriera al Siena.

Il cordoglio di Fiorentina e Verona

La Fiorentina, attraverso un messaggio ufficiale, ha espresso profonda vicinanza alla famiglia: "Oltre ad aver indossato i colori viola per lunghi anni come calciatore, Celeste è rimasto sempre un tifoso della Fiorentina e non ha mai fatto mancare la propria vicinanza ed il proprio sostegno in tutte le occasioni, sia pubbliche che private. Ed è per questo che rimarrà, per sempre, nella storia gigliata", ha dichiarato il club, con in testa il presidente Rocco Commisso.

Anche l’Hellas Verona ha voluto ricordare il difensore: “Profondo cordoglio per la scomparsa di Celeste Pin. Il difensore ha difeso i colori gialloblù per quattro stagioni, dal 1991 al 1995.”

Un uomo amato dentro e fuori dal campo

Celeste Pin non era solo un calciatore apprezzato per la sua grinta e il suo attaccamento alla maglia. Era anche una figura rispettata e vicina all’ambiente calcistico anche dopo il ritiro. Partecipava spesso ad eventi pubblici e privati, dove non mancava mai di esprimere il suo amore per la Fiorentina e il calcio in generale.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel cuore di tifosi, compagni di squadra e amici. Le autorità stanno ancora cercando di fare chiarezza sulle cause del gesto, mentre il mondo del calcio si stringe attorno alla sua famiglia nel dolore.