Operazione antidroga nel Vibonese: nuova udienza d'appello per cinque imputati (NOMI)
La Terza Sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro ha disposto la nuova citazione a giudizio di cinque imputati coinvolti in un’importante operazione antidroga che ha interessato la provincia di Vibo Valentia. Il procedimento prende avvio dal rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, che lo scorso 21 gennaio ha annullato parzialmente la sentenza d'appello del 19 ottobre 2022, accogliendo i ricorsi presentati sia dalla Procura generale che dagli imputati. La vicenda giudiziaria ruota attorno a un’articolata attività investigativa che aveva portato, nel primo grado celebrato a Vibo Valentia nel 2020, a condanne pesanti per traffico di stupefacenti, aggravato dalla continuazione e — in alcuni casi — anche dalla contestata matrice mafiosa.
Tra gli imputati riconvocati per la nuova udienza figurano Giacomo Cicchello, Luca Ciconte, Caterina Soriano, Graziella Silipigni e Rosetta Lopreiato, quest’ultima inizialmente assolta in primo grado, poi condannata in appello, ma con rinvio disposto in Cassazione per il capo d’imputazione relativo. Secondo quanto stabilito dalla Cassazione, le condanne precedenti sono state annullate per specifici capi (NN, A2, OO e II), e il nuovo giudizio si concentrerà esclusivamente su questi. In particolare, è stato escluso per alcuni imputati l’aggravante dell’associazione mafiosa e quella della finalità di spaccio internazionale, elementi che avevano inciso notevolmente sul computo della pena in secondo grado. L’udienza d'appello si svolgerà in camera di consiglio presso l’aula “Ferlaino” della Corte d’Appello di Catanzaro. Salvo richiesta espressa delle parti — che potrà avvenire solo tramite difensore — si procederà in assenza degli imputati e delle parti civili. Il decreto ricorda inoltre che le parti potranno presentare memorie e motivi nuovi fino a quindici giorni prima dell’udienza, con possibilità di replica entro cinque giorni. Gli imputati sono anche informati della possibilità di accedere a programmi di giustizia riparativa e, ove ne ricorrano le condizioni, potranno essere disposte misure sanzionatorie, incluse eventuali confische. Il caso resta uno dei filoni più rilevanti nel panorama delle indagini antidroga nella provincia vibonese degli ultimi anni, per la presunta rete criminale che coinvolgeva diversi comuni del territorio e i legami ipotizzati con ambienti della criminalità organizzata locale.
