Omicidio Vinci, il Gip ha disposto la scarcerazione di Filippo De Marco
Il gip distrettuale, Valenzi, in accoglimento di un’istanza avanzata dagli avvocati Giuseppe Orecchio e Vincenzo Cicino, ha disposto la scarcerazione – con contestuale traduzione presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari - nei confronti di Filippo De Marco, 40 anni, di Soriano Calabro, coinvolto nell’operazione “Demetra 2”, avente ad oggetto i presunti esecutori materiali dell’autobomba che il 9 aprile del 2019, a Limbadi, uccise il biologo Matteo Vinci, nonché reati in materia di traffico di stupefacenti per il quale il giovane risulta indagato in quanto già nel dicembre dello scorso anno il Tribunale della Libertà di Catanzaro aveva annullato per lo stesso e per Antonio Criniti, 30 anni, compaesano del primo, l’ordinanza di custodia cautelare in relazione alle accuse di omicidio, tentato omicidio (il padre di Vinci), tentata estorsione, porto di esplosivi e danneggiamento.
Sulla base di quel pronunciamento, la difesa ha presentato una nuova istanza di gradazione della misura cautelare per il proprio assistito che il magistrato distrettuale ha, come detto, accolto. Di Marco e Criniti, in base alle risultanze dell’indagine dei carabinieri coordinati dalla Dda di Catanzaro, al fine di estinguere un debito di droga contratto avrebbero fabbricato e materialmente posizionato l’ordigno esplosivo che ha fatto saltare in aria la vettura sulla quale viaggiavano Vinci e il padre, che aveva riportato pesanti ustioni riuscendo, comunque, miracolosamente a salvarsi.
Nell’inchiesta “Demetra 2” sono indagati anche Vito Barbara, 31 anni, (genero di Di Grillo, già arrestato nell’operazione Demetra, avente ad oggetto i mandanti dell’omicidio), Pantaleone Mancuso, 58 anni, di Caroni di Limbadi, Domenico Bertucci, 28 anni, di Serra San Bruno; Giuseppe Consiglio, 35 anni, di Rosarno e Salvatore Paladino, 61 anni, di Rosarno.
