Morte Ciccio "Lupo" Zerbi, la procura di Palmi indaga sulla negligenza medica
Secondo il perito della famiglia, il 34enne di Polistena poteva essere salvato in ospedale e sostiene di poterlo provare
Francesco “Lupo” Zerbi poteva essere salvato. Ne è convinta la famiglia che è riuscita a fare riaprire le indagini dalla procura di Palmi. Nei mesi scorsi il legale della famiglia Zerbi, l’avvocato Guido Contestabile, ha presentato in procura una perizia firmata dal medico Massimiliano Cardamone. Secondo il perito ci sarebbe stata negligenza medica e sostiene di poterla provare.
"Lupo" Ciccio Zerbi, 34enne di Polistena noto negli ambienti del calcio dilettantistico e molto amato, era rimasto coinvolto nel 2014 in un terribile incidente sulla Ss Jonio-Tirreno e deceduto il giorno dopo all’ospedale cittadino, dove era stato trasportato d’urgenza e operato dai sanitari del presidio ospedaliero Santa Maria degli Ungheresi. Il caso era stato archiviato, ma dopo la presentazione della perizia ordinata dalla famiglia Zerbi, l’ufficio di procura guidata dal procuratore capo Ottavio Sferlazza ha deciso di riaprire le indagini.
L'incidente Ciccio “Lupo” Zerbi, era rimasto coinvolto in un incidente poco prima delle 7 del mattino del 29 maggio 2014. Un terribile impatto, probabilmente a causa del manto stradale reso viscido dalla pioggia, che ha coinvolto la piccola utilitaria condotta da Zerbi, una Fiat 500, ed una Peugeot 308 bianca, il cui conducente era rimasto illeso. Teatro del pauroso incidente, la SS 682 Jonio-Tirreno, all'altezza del chilometro 15,680, sul viadotto Sciarapotamo, prima di una galleria artificiale, a circa un chilometro dallo svincolo est di Cinquefrondi. Poco dopo il terrificante urto, sul posto sono accorsi un'equipe medica del servizio 118, una squadra di vigili del fuoco del distaccamento di Polistena, le pattuglie della polizia stradale di Siderno e personale Anas.
I soccorsi L'ambulanza del 118 ha condotto il ferito al vicino ospedale di Polistena. Giunto al pronto soccorso con un gravissimo politrauma, il 34enne, dopo una esame tac, è stato condotto in sala operatoria. Subito dopo Francesco Zerbi, intubato, è stato trasferito in terapia intensiva. Nel primo pomeriggio, le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate, a causa della perdita di sangue dovuta all'emorragia interna, tanto che i sanitari lo hanno nuovamente portato in sala operatoria. Poco dopo le 18, nella speranza di essere riusciti con il secondo intervento chirurgico a bloccare l'emorragia interna, i sanitari lo hanno riportato in terapia intensiva, ma il giorno dopo è deceduto. Per la famiglia e il perito ci sarebbe negligenza medica, alla procura adesso il compito di capire se ci sono gli estremi per portare il caso in un’aula giudiziaria.
