I medici del Pugliese hanno manifestato contro la carenza d'organico e il mancato rinnovo contrattuale in una manifestazione preparatorio allo sciopero generale

I camici bianchi hanno gridato la loro protesta, stamattina, davanti all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, in un'assemblea in vista del primo sciopero regionale del pubblico impiego in Calabria, il prossimo martedì 3 maggio a Catanzaro, per dire stop ad una sanità malata, piegata, a un personale medico e sanitario che è stato dimezzato in Calabria a partire dal piano di rientro, con danni enormi per pazienti e operatori della sanità.

“Si è fatto palesemente bancomat sul personale – ha detto il segretario Funzione pubblica Cgil Calabria Alfredo Iorno – e di conseguenza le liste d’attesa sono diventate lunghissime, costringendo i pazienti calabresi ad una mobilità passiva che ingrassa le altre regioni mentre non si riesce sempre a dare risposte adeguate da parte di medici, infermieri, tecnici e operatori della sanità ridotti all’osso e costretti a turni di lavoro massacranti”. E questo avviene, ha detto il dirigente regionale della Cgil, anche in uno dei presidi sanitari che in Calabria ha sempre saputo dare risposte adeguate all’utenza, l’ospedale Pugliese Ciaccio, da sempre luogo di eccellenza medica.

“Siamo esasperati – è stato lo sfogo di alcune operatrici socio sanitarie che hanno partecipato alla riunione all’ingresso dell’ospedale del capoluogo – per questo il 3 maggio scenderemo in piazza a Catanzaro per il rinnovo dei contratti, per le stabilizzazioni del personale e per lo sblocco del turnover in modo che si riparta finalmente con le assunzioni di personale, così carente”.

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