Bollette pazze, cittadini infuriati a Vibo: partono le contestazioni
L'amministrazione ha deciso di procedere nei confronti dell'azienda che si è occupata della lettura dei contatori dell'acqua. Sotto la lente d'ingrandimento, cifre spropositate e controlli non veritieri.
di TONINO FORTUNA
Finchè paga Pantalone, generalmente tutto fila liscio. Può capitare poi che Pantalone perda le staffe, che protesti vibrantemente e che, in qualche caso, riesca a vedersi riconosciuti i propri sacrosanti diritti. Può anche succedere che chi non ha mai pagato si continui a “nascondere” senza grandi difficoltà al fisco, eludendo le bollette e, al contrario, chi è avvezzo a rispettare le norme, venga tassato due volte, con cartelle astronomiche. A Vibo Valentia, sotto questo profilo, si continua a galleggiare in una selva di contraddizioni. E ad infierire sui contribuenti, non bastano più le aliquote elevatissime a fronte di servizi carenti per via del dissesto.
La protesta della gente. Da qualche tempo, è sorto anche il problema delle cartelle pazze. Bollette idriche con cifre spropositate puntualmente recapitate nelle abitazioni. Un motivo in più per mettere a dura prova la pazienza della gente che, obtorto collo, ha iniziato a mettersi in coda negli uffici del palazzo cittadino, salvo scoprire, dopo ore di file interminabili e snervanti, con tanto di plateali contestazioni, alcune incredibili verità. In primis, che le loro rimostranze non erano affatto campate in aria, come, in diverse circostanze, i dipendenti di palazzo “Luigi Razza” sono stati costretti a riconoscere.
Il dubbio. Ma cosa sta accadendo? Probabilmente, i dati raccolti dalla società L&M Studio center Srl proveniente dal Palermitano, incaricata della lettura dei contatori, non erano del tutto ( e in qualche caso affatto) rispondenti ai reali consumi dell'acqua da parte degli utenti. Da quel che si apprende, non si tratterebbe di qualche caso isolato, né di “errori materiali”, ma di situazioni che si sono susseguite con incresciosa regolarità per mesi.
I dati. Vi sarebbe persino una significativa discrasia tra le utenze ( 18709) e i contatori (10304) che la società ha dichiarato di aver letto e le letture reali riscontrate dal Comune, appena 5207. Discrasie giustificate da una ragione prevalente su tutte le altre: sul contratto era stato sottoscritto che si sarebbe dato luogo al pagamento soltanto se la percentuale delle letture avesse superato il 65%. .
La contestazione. Peraltro, se il problema non fosse stato individuato nei tempi giusti, per il Comune tutto questo avrebbe potuto comportare, oltre al danno, la beffa. Gli sgravi ottenuti dai cittadini avrebbero infatti alimentato, in termini di minori entrate, la crisi dell'ente, creando ulteriori difficoltà nella gestione dei conti non certo felici di palazzo “Luigi Razza”. Ecco perché a lavoro concluso, il sindaco, consultatosi con gli uffici, ha deciso di procedere ad una serie di contestazioni nei riguardi della ditta. Un lavoro capillare, effettuato a partire da letture a quanto pare non veritiere, da foto scattate più volte, da controlli mai effettuati e dal fatto che la società in questione non si sarebbe attenuta al capitolato d'appalto sottoscritto. Quasi operasse in una sorta di zona franca!
