Coronavirus in Calabria, test sierologici: 11mila contagiati reali rispetto ai 1200 ufficiali
L'Istat ha pubblicato ieri i primi risultati dell'indagine sulla diffusione del Coronavirus in Italia a seguito dei test sierologici, ovvero quelli utilizzati per rilevare la presenza di anticorpi nel sangue che indicano se una persona sia venuta o meno in contatto con il virus. Si tratta, è bene precisarlo, di una ricerca di tipo statistico i cui risultati "sono provvisori e relativi a 64.660 persone - si legge nel report dell'Istat - che hanno effettuato il prelievo e il cui esito è pervenuto entro il 27 luglio". I dati presentano una diffusione della pandemia in Italia 6 volte maggiore rispetto alle previsioni: secondo l'indagine statistica è stata contagiata il 2,5% della popolazione pari a 1 milione e 482mila persone, contro le 244.708 ufficiali (i dati sono fermi al 21 luglio). E in Calabria?
11mila positivi in Calabria. Nel territorio calabrese risulta contagiato lo 0,6% della popolazione, pari a 11.264 persone. Sarebbero quindi oltre 11mila i positivi, dati molto elevati se messi a confronto con i numeri ufficiali che, al 21 luglio, parlavano di 1221 casi (saliti al 3 agosto a 1270).
Calabria in fondo alla classifica. In termini percentuali la Calabria risulta la terzultima regione per diffusione del virus. Dopo di lei solo le due isole, Sicilia e Sardegna, con lo 0,3% della popolazione contagiata. In cima alla classifica troviamo invece la Lombardia dove - secondo l'indagine - è positivo il 7,5% della popolazione, seguita da Valle d'Aosta (4%) e Bolzano (3,3%).
30% è risultato asintomatico. "La percentuale di asintomatici - si legge nel report dell'Istat - è molto importante, perché evidenzia quanto ampia sia la quota di popolazione che può contribuire alla diffusione del virus. E quindi quanta attenzione ciascun cittadino deve porre alla scrupolosa applicazione delle misure basilari di sicurezza a difesa di se stesso e degli altri". Frasi che fanno da premessa a un dato importante: il 27,3% delle persone che ha sviluppato anticorpi non ha avuto alcun sintomo. Un elemento rilevante che sottolinea "quanto sia importante l’identificazione immediata delle persone affette dall’infezione".
Dove si prende il virus: 40% in casa e 12% a lavoro. Chi ha avuto contatti con un familiare convivente infettato da Coronavirus ha sviluppato anticorpi nel 41,7% dei casi, dato che scende al 15,9% se il familiare risulta non convivente. Dato rilevante anche in caso di contatti con colleghi di lavoro affetti dal virus: 11,6%. "È opportuno sottolineare - scrive l'Istat - che anche in presenza di una stretta convivenza con persone affette da virus non è detto che necessariamente si generi il contagio - come appunto è accaduto in più della metà dei casi - purché vengano osservate scrupolosamente le regole di protezione consigliate". (a.s.)

