L'inchiesta della Procura di Reggio Calabria battezzata "Chirone" e che ha svelato il controllo dei clan sull'Asp della città dello Stretto offre uno spaccato puntuale anche sugli attuali rapporti esistenti tra mafiosi appartenenti a diverse articolazioni di ‘ndrangheta del “mandamento tirrenico”.

Infatti sotto il profilo associativo sono emerse sinergie criminali e imprenditoriali nel settore sanitario con la cosca “Molè” i cui esponenti figuravano, unitamente a quelli dei “Piromalli”, nell’assetto societario della MCT Distribution & Service srl. Inoltre, sempre nella stessa ottica è emerso come il rappresentante della Lewis Medica, Arcieri Giancarlo, fosse in rapporti con la cosca “Pesce” di Rosarno, come documentato dalle intercettazioni registrate. L’indagine, ancora, ha permesso di confermare la necessità del reciproco riconoscimento tra cosche, infatti è stato documentato come i soci della MCT, per “lavorare” all’interno del nosocomio di Polistena, hanno dovuto necessariamente “interloquire” con esponenti mafiosi locali.

Il ruolo dei Mancuso. I Tripodi, quindi, costituivano i principali interlocutori della cosca Piromalli nei rapporti con il sodalizio dei Mancuso, operante nella Provincia di Vibo Valentia. Al riguardo è stato registrato come Giuseppantonio Tripodi più volte si è recato presso l’abitazione di Domenico Mancuso, alias “Mico Ninja", nonché luogo di abituale dimora di suo fratello Antonio Mancuso. I Tripodi, inoltre, secondo gli inquirenti, "per il principio della solidarietà mafiosa, provvedevano al sostentamento delle famiglie degli appartenenti alla cosca". Infatti si occupavano della cura del nucleo familiare del defunto  Rocco Albanese (classe 1963) alias “Purviredda,” deceduto il 14.03.2005 a seguito di agguato mafioso, quest’ultimo già autista e uomo di fiducia di Giuseppe Piromalli (cl.’21) inteso “Don Peppino”.