'Ndrangheta: processo "Odissea", tre vibonesi assolti in Appello
La sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro arriva dopo un annullamento con rinvio del precedente verdetto di condanna di secondo grado
Assolti dalla Corte d'Appello di Catanzaro tre vibonesi coinvolti nel settembre del 2006 nell'operazione antimafia denominata "Odissea". La sentenza arriva dopo un annullamento con rinvio ad opera della Cassazione, risalente al 14 settembre 2011, del precedente verdetto di secondo grado. Gli assolti sono: Antonio Colacchio, 53 anni, di Filandari, difeso dall'avvocato Giovanni Vecchio; Francesco Gasparro, 43 anni di San Gregorio d'Ippona, difeso dall’avvocato Anselmo Torchia; Francesco Cavallaro, 78 anni, di Briatico, difeso dall’avvocato Francesco Muzzopappa.

Le accuse e gli arresti. Arrestati nel settembre del 2006 nell’ambito dell’operazione “Odissea” condotta dall'allora pm della Dda di Catanzaro, Marisa Manzini - con il supporto investigativo della Squadra Mobile di Vibo Valentia diretta all'epoca da Rodolfo Ruperti e Fabio Zampaglione - Francesco Cavallaro ed Antonio Colacchio erano accusati di usura ed estorsione in concorso, per aver prestato 50.000 euro ai coniugi Giuseppe Grasso e Francesca Franzè a tassi di interesse del 10-12% mensili, con l’aggravante delle modalità mafiose, ostentando Colacchio - secondo la Dda - la partecipazione all’associazione mafiosa presente sul territorio, collegata "alla più temibile cosca dei Mancuso e minacciando di gravi ripercussioni Francesca Franzè. Fatti che si sarebbero verificati a Briatico dal 2000 al 2005".
Francesco Gasparro doveva invece rispondere di usura ed estorsione ai danni dei coniugi Grasso per aver loro applicato, su un prestito di 80.000 euro, interessi mensili del 10%, in un arco temporale che va dal 2000 al 2003 con "l’aggravante del metodo mafioso derivante dall’essere nipote di Saverio Razionale e partecipe dell’associazione mafiosa Fiarè con locale a San Gregorio d’Ippona".
Oggi, quindi, l'assoluzione dei tre imputati da tutte le accuse. (g.b.)
