Stalking, violenza domestica e truffe: pioggia di provvedimenti in Calabria
Sette ammonimenti, due Daspo e un foglio di via per soggetti ritenuti pericolosi

Prosegue senza sosta l’attività della Questura di Reggio Calabria per prevenire fenomeni di violenza urbana e disordini che possano turbare l’ordine e la sicurezza pubblica. Nel mese di febbraio, grazie a una approfondita analisi della Divisione Polizia Anticrimine su soggetti di spiccata pericolosità sociale, sono state emesse e proposte 17 misure di prevenzione, strumenti mirati a ridurre la probabilità di reiterazione di condotte illecite.
In dettaglio, le misure adottate comprendono due Divieti di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (“Daspo”) della durata di un anno, nei confronti di altrettanti soggetti responsabili di comportamenti violenti durante campionati di calcio minori; sei “avvisi orali”, con i quali gli interessati sono stati invitati a tenere una condotta conforme alla legge; un “foglio di via obbligatorio” dal Comune di Reggio Calabria, nei confronti di un soggetto residente in Campania indiziato di una truffa ai danni di una persona anziana, con divieto di ritorno per due anni; e sette provvedimenti di “ammonimento” nei confronti di soggetti autori di atti persecutori e violenza domestica. Queste ultime misure consentono di intervenire tempestivamente sul cosiddetto “ciclo della violenza”, anticipando situazioni di pericolo per l’incolumità fisica e psichica delle persone coinvolte.
Inoltre, è stata avanzata al locale Tribunale – sezione Misure di Prevenzione – una proposta per l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nei confronti di un soggetto ritenuto organico a contesti associativi dediti alla perpetrazione di reati in materia di stupefacenti, portatore di pericolosità sociale generica e qualificata.
«Le misure adottate e proposte – sottolinea la Questura – rappresentano il risultato della sinergica e costante azione di controllo del territorio e dell’efficace attività di contrasto svolta dalla polizia giudiziaria, sia nel capoluogo che nella provincia».
