«Tropea si trova davanti a un bivio storico: restare prigioniera di un passato che l'ha portata per due volte al baratro dello scioglimento per infiltrazioni mafiose o scegliere la libertà». Con queste parole Massimo Pietropaolo, ex consigliere comunale e oggi candidato a sindaco per Democrazia Sovrana Popolare, lancia la sua sfida elettorale in vista del rinnovo del Consiglio comunale nel 2026.
​L'analisi di Pietropaolo è un attacco frontale ai due decenni di politica locale che hanno segnato la storia recente della "Perla del Tirreno". Il candidato non usa giri di parole nel ripercorrere le tappe che hanno portato la città a ben 48 mesi complessivi di commissariamento antimafia.
​Al centro della critica di Pietropaolo ci sono le figure di Giuseppe Rodolico (sindaco dal 2014 al 2016) e Giovanni Macrì (dal 2018 al 2024). Entrambe le amministrazioni, ricorda il candidato, sono cadute sotto il peso dei decreti di scioglimento per sospette ingerenze della criminalità organizzata.
​«Nonostante questo scenario, Rodolico e Macrì stanno completando le liste per ripresentarsi ai cittadini», attacca Pietropaolo. «Sarebbe politicamente opportuno che, per il bene della comunità, facessero un passo indietro, ma hanno scelto di restare. Eppure pesano ancora i procedimenti giudiziari: Macrì deve affrontare davanti al Tribunale di Vibo Valentia una causa per incandidabilità, la stessa pena accessoria che fu richiesta a suo tempo per Rodolico».
​Per Democrazia Sovrana Popolare, la ricandidatura dei due ex primi cittadini rappresenta un rischio che la città di Pasquale Galluppi non può più permettersi di correre.
​«Se Tropea vuole liberarsi definitivamente dalla Spada di Damocle di un terzo scioglimento, ha una sola possibilità: votare per la lista che mi onorerò di rappresentare», dichiara con fermezza Pietropaolo. «La nostra squadra è composta da persone oneste, competenti e a prova di giustizia penale e amministrativa».
​L'appello finale di Pietropaolo punta a scuotere la coscienza degli elettori, chiamandoli a una scelta di rottura definitiva con le vecchie logiche di potere.
​«La scelta è chiara», conclude il candidato di DSP. «I cittadini possono scegliere tra un passato vecchio e impresentabile e un futuro che renda Tropea finalmente più bella, più ricca, più pulita, più colta e, oserei dire, più profumata. È tempo di voltare pagina una volta per tutte».