Commercio, controlli estivi Fiamme gialle: individuati 900 abusivi
In tale ambito è da ricondurre l'operazione a contrasto del fenomeno del "caporalato" eseguita dalle Fiamme gialle di Montegiordano (Cosenza)
Nel corso degli oltre 18.000 controlli mirati alla tutela del commercio regolare eseguiti quest'estate, la Guardia di finanza ha individuato piu' di 900 venditori ritenuti completamente abusivi per totale assenza di licenze e permessi, mentre piu' di 6.300 sono state le violazioni fiscali presumibilmente commesse da venditori ed esercenti che, seppure in possesso delle prescritte autorizzazioni, avrebbero omesso di comunicare l'inizio dell'attivita' all'amministrazione finanziaria o non avrebbero installato i misuratori fiscali. Sul fronte delle accise sono stati controllati oltre 2.200 distributori stradali di carburante sul territorio nazionale, con piu' di 400 violazioni constatate nei confronti dei gestori degli impianti. Nei casi piu' gravi, i responsabili, 46 in tutto, sono stati denunciati alle competenti, pervenendo al sequestro complessivo di oltre 180 mila litri di prodotti petroliferi. Quattromilaquattrocento i lavoratori ritenuti irregolari scoperti nel corso di piu' di 2.000 interventi.
L'operazione. In tale ambito è da ricondurre l'operazione a contrasto del fenomeno del "caporalato" eseguita dalle Fiamme gialle di Montegiordano (Cosenza), che ha consentito di individuare un extracomunitario, ritenuto punto di riferimento nella piana di Sibari per gli imprenditori agricoli che necessitavano di manodopera illegale e a basso costo, risultato - secondo gli investigatori - in contatto con un latitante e due persone in regime di "protezione" gia' ritenute affiliate ad una 'ndrina locale. I lavoratori reclutati, alloggiati in stalle adibite a dormitori, in condizioni igienico-sanitarie degradate, erano costretti a lavorare senza precauzioni di sicurezza, percependo una paga inadeguata. Grazie al capillare esame delle transazioni finanziarie e' stato ricostruito il presunto illecito giro d'affari del soggetto ritentuo il "caporale", quantificato in circa 250.000 euro incassati in pochi mesi e trasferiti all'estero soprattutto attraverso servizi di money-transfer.
