"Il fenomeno dei cosiddetti cinghiali urbani sta diventando un’emergenza anche per Vibo Valentia, la loro presenza viene registrata, oramai quotidianamente, dai cittadini in tutte le zone del territorio urbano, da Moderata Duranta via Accademie Vibonesi, passando dalla zona Affaccio alla località Feudotto. Ultimamente sono stati avvistati anche nel nostro centro storico, in particolare in prossimità dell’oratorio Don Bosco, zona frequentata soprattutto da ragazzi, ciò dimostrando come ormai questi animali, non temendo più l’uomo, sono destinanti a diffondere la loro presenza su tutto il territorio cittadino".

Katia Franze, già assessore comunale, scrive al sindaco Enzo Romeo. "La cosa che maggiormente preoccupa è che oramai è diventato quasi normale incrociarli quando si è in giro a piedi, di rientro da una serata al pub o in pizzeria con gli amici, durante una passeggiata con il proprio piccolo dentro il passeggino, mentre si è a spasso con il proprio cane o durante una sessione di jogging per strada".

"Si vedono spesso gruppi composti da diversi esemplari che rovistano nella spazzatura in cerca di cibo lasciando dopo il pasto uno spettacolo disgustoso. La loro massiccia presenza è un problema serio anche per gli ingenti danni che arrecano ai campi ed alle colturee, soprattutto, per i seri problemi igienico-sanitari che possono generare. La misura è oramai colma, il pericolo che essi rappresentano per l’incolumità pubblica è sotto gli occhi di tutti e non è più possibile tergiversare, è necessario, quindi, che il Sindaco e l’amministrazione tutta proceda con molta celerità ad affrontare tale criticità. Occorrono interventi forti, decisi e risolutivi. Trascurare ancora il problema non farebbe altro che aumentare il clima di preoccupazione e timore tra i cittadini".

"Mi appello dunque al sindaco, al quale è stata già inoltrata una pec, ed all’amministrazione, affinché si adoperi immediatamente per la tutela e la sicurezza del territorio, attivando tutte le procedure necessarie - conclude Katia Franzè - per chiedere ed ottenere anche da parte della Regione Calabria interventi mirati per arginare tale pericoloso fenomeno".