Gentile redazione,
mi chiamo Santo Cortese e sono un docente trasferitosi ormai da tanti anni a Reggio Emilia, ma visto che sono legato alla mia cara Vibo Valentia appena possibile torno spesso , specie in estate. Scrivo però questa lettera come cittadino residente nella frazione di Bivona, per condividere una riflessione che riguarda tutti: il problema della spazzatura lasciata sui marciapiedi.
Ogni estate, puntualmente, assistiamo alla stessa scena: sacchi dell'umido aperti per terra, vetro lasciato in giro, rifiuti abbandonati vicino ai cancelli dei palazzi. E altrettanto puntualmente, qualcuno si scandalizza e accusa i residenti o i turisti di inciviltà. Ma è davvero tutta colpa di chi abita qui?
Proviamo a guardare le cose con occhi diversi.

Bivona è una frazione a vocazione turistica: molte famiglie vivono qui solo poche settimane l’anno, in seconde case o in appartamenti in affitto. Il sistema di raccolta differenziata porta a porta, che funziona bene nei quartieri residenziali con presenza stabile tutto l’anno, qui diventa complicato e poco pratico.
Chi parte di sabato o domenica si trova spesso in difficoltà: non può buttare l’umido o il vetro perché il calendario non lo prevede per quel giorno! E così, per non portarsi i rifiuti in macchina, molti li lasciano dove possono. Non è sempre maleducazione: è anche assenza di alternative.
Ma purtroppo c’è anche un’altra realtà che non possiamo ignorare. Ci sono persone, i cosiddetti "lordazzi", che approfittano del degrado per sentirsi autorizzati a fare peggio. Vista la sporcizia intorno, gettano la spazzatura ovunque, anche in angoli nascosti o direttamente sotto casa, senza nemmeno usare i bidoni, contribuendo a trasformare le vie del quartiere in vere discariche. E così, con i sacchi lasciati per terra e male sigillati, gatti, cani randagi e topi fanno banchetti indisturbati, aggravando ulteriormente la situazione.
La soluzione non è puntare il dito. La soluzione è migliorare il servizio e pretendere rispetto da tutti.

In tanti comuni turistici italiani si è già intervenuti con:
- Isole ecologiche intelligenti, con cassonetti stradali controllati da tessera.
- Ecopunti stagionali, dove conferire i rifiuti prima di partire.
- Calendari estivi più flessibili per la raccolta.
- Contenitori condominiali capienti e protetti, con raccolta più frequente.

Chiedo a chi legge, ai cittadini, agli amministratori e anche ai turisti: invece di giudicare chi lascia un sacco di spazzatura a terra, non è forse il momento di chiederci come possiamo evitare che sia costretto a farlo? E soprattutto, non è ora di pretendere che chi sporca deliberatamente venga sanzionato con severità? Bivona merita un servizio all’altezza della sua bellezza e della sua ospitalità. Ma merita anche il rispetto di chi ci vive e di chi ci viene in vacanza. Parliamone insieme, troviamo soluzioni reali. È un problema di tutti, e riguarda il decoro, la salute e il senso civico.