Un paese intero si è fermato per accompagnare nel suo ultimo viaggio il piccolo Alessio Pio. Nel pomeriggio di oggi, alle 17, il Santuario di Maria Santissima della Neve di Zungri ha accolto centinaia di persone giunte per stringersi attorno ai genitori, Domenico e Maria Savia, devastati dalla perdita del loro bambino di appena 15 mesi, morto nei giorni scorsi dopo il ricovero negli ospedali di Vibo Valentia e Catanzaro. 

Una folla composta e silenziosa ha riempito ogni angolo della chiesa. Chi non è riuscito a entrare è rimasto all'esterno, nello spiazzo antistante il santuario, seguendo le esequie tra lacrime, singhiozzi e un silenzio carico di dolore. Un'immagine che racconta meglio di qualsiasi parola quanto questa tragedia abbia colpito non solo Zungri, ma l'intero Vibonese.

Le esequie sono state celebrate dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, che durante l’omelia, ha toccato lo straziante tema della perdita di un figlio, definendolo un evento che scuote radicalmente la speranza di chiunque, invitando però la comunità a non sprofondare nella disperazione. Successivamente, monsignor Nostro ha espresso profonda gratitudine ai genitori per aver saputo “benedire e non maledire“, offrendo una lezione di fede e amore incrollabile.

Il lutto cittadino, proclamato dal sindaco Serafino Fiamingo, ha accompagnato l'ultimo saluto al piccolo. Le attività commerciali hanno abbassato le serrande durante la celebrazione funebre, mentre le bandiere sono rimaste a mezz'asta in segno di rispetto e vicinanza alla famiglia. 

Fin dalle prime ore della giornata, davanti all'abitazione dei genitori è stato un continuo via vai di amici, parenti e conoscenti. C'era chi portava un fiore, chi un abbraccio, chi semplicemente una presenza silenziosa. Nessuna parola sembrava sufficiente davanti a un dolore tanto grande, quello di una madre e di un padre costretti a salutare il proprio figlio.

Tra la commozione resta anche il bisogno di conoscere la verità. Alessio Pio frequentava un asilo nido di Tropea, struttura sulla quale la Procura ha disposto accertamenti nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo la sua morte. Gli investigatori e gli esperti sanitari stanno cercando di stabilire se vi sia un collegamento con il batterio al centro delle verifiche epidemiologiche, mentre si attendono gli esiti degli esami disposti dagli inquirenti. 

Il piccolo era stato ricoverato per cinque giorni all'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia prima del trasferimento all'ospedale di Catanzaro, dove il suo quadro clinico si è aggravato fino al tragico epilogo. La magistratura continua a lavorare per ricostruire ogni passaggio della vicenda e accertare le cause del decesso. 

Oggi, però, il tempo delle indagini ha lasciato spazio soprattutto al raccoglimento. Zungri ha salutato il suo bambino con gli occhi pieni di lacrime e il cuore spezzato. Un addio che resterà impresso nella memoria di un'intera comunità, ancora incredula davanti a una tragedia che ha strappato troppo presto un sorriso, lasciando un vuoto impossibile da colmare.