Elezioni provinciali a Vibo, l'altro Pd: "Partito in dissenso col suo padre-padrone"
"Le elezioni provinciali appena passate danno lo spunto per un riflessione sullo stato attuale del Partito Democratico vibonese e su tutte le lacune dimostrate da chi oggi con metodi discutibili esercitati nello scorso passato ha prodotto una frattura forte all’interno del Partito". A scriverlo sono il segretario di circolo a Vibo Valentia Stefano Soriano, l'ex presidente della Provincia Francesco De Nisi, l'esponente dell'area riformista Antonio Lo Schiavo e il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo.
"Il dato politico che emerge dal risultato di elezioni di secondo livello, e dunque che interessano solo gli amministratori degli enti comunali, è che il Partito Democratico, rappresentato da deputati e consiglieri regionali che hanno deciso di avvitarsi su se stessi - si legge in una nota - non vince e soprattutto non convince più. I metodi utilizzati la scorsa estate per favorire un congresso farsa nella provincia di Vibo Valentia raccolgono oggi i loro amari frutti. Oggi il partito si presente fortemente diviso e, dai dati che emergono da queste elezioni provinciali, in forte dissenso con chi lo governa da padre padrone".
Rapporti di forza. "Il risultato evidenzia il fatto che, al contrario di quanto falsamente sostenuto a più voci nei mesi scorsi, la maggioranza nel PD non è più rappresentata da chi fino ad oggi ha gestito il partito in modo assolutista ma esiste un gruppo di persone serie che lavora per costruire e non per distruggere od allontanare che si propone come alternativa credibile all’interno del Pd".
Inclusione. "Il Partito deve essere il più inclusivo possibile. La gestione del potere fine a se stessa non serve a costruire un partito che dia risposte ad un territorio difficile come il nostro e le scelte fatte da quella che si autoproclama maggioranza nel partito hanno creato il deserto attorno al nostro partito. Negli scorsi giorni il segretario nazionale intervenendo in assemblea ha detto che al Sud si è perso perché in modo errato si è seguiti i notabili invece di affidarsi a chi nel partito ci crede davvero".
Apertura al dialogo. "Ecco oggi dopo l’ennesimo risultato negativo per il PD come sopra inteso ci si deve interrogare sul motivo per cui le persone si allontano. Noi siamo da sempre disponibili ad una discussione che sia seria, politica e soprattutto vera perché come già sostenuto nella scorsa estate crediamo nel Partito Democratico e nell’ideale che rappresenta. Riteniamo tuttavia che questa discussione si debba aprire velocemente, azzerando ogni organismo di partito costruito con la forza e senza discussione politica e riportando la serenità all’interno di un partito sempre più diviso nell’ultima provincia d’Italia. Quello che deve prevalere è l’interesse a far ripartire questo territorio e non chi siederà nei prossimi anni sulle poltrone di camera, senato e consigli regionali comunali. L’idea prima delle persone".
