Economia del benessere: Vibo Valentia fanalino di coda in Italia
L’economia del benessere in Italia – che comprende sport, salute, fitness, terme, cura della persona e turismo legato al wellness – muove complessivamente 80 miliardi di euro l’anno. Un settore ormai maturo nelle grandi città del Nord, ma ancora in fase di sviluppo nel Mezzogiorno.
A guidare la classifica nazionale è la Città Metropolitana di Roma, con 7,7 miliardi di euro, seguita da Milano (6,5 miliardi), Brescia (2,7), Torino (2,5) e Bergamo (2,3). La Lombardia domina la scena con 18,9 miliardi complessivi, pari a quasi un quarto del mercato nazionale.
Nel Mezzogiorno, la Campania si distingue con 4,4 miliardi di euro, seguita da Sicilia (3,8) e Puglia (3,3). Ma il divario rispetto al Centro-Nord resta evidente: in Sicilia, ad esempio, Palermo guida la classifica con 900 milioni di euro annui di spesa per il benessere, seguita da Catania (800 milioni) e Messina (500 milioni). Agrigento, Trapani e Siracusa si attestano attorno ai 400 milioni, mentre Ragusa si ferma a 200 milioni.
Il fanalino di coda: Vibo Valentia
All’estremo opposto, la fotografia più impietosa arriva da Vibo Valentia, che insieme a Caltanissetta, Enna e Isernia chiude la classifica nazionale con appena 100 milioni di euro di spesa all’anno. Una cifra minima se paragonata ai poli metropolitani del Nord e che rappresenta meno dello 0,2% del valore complessivo del settore in Italia.
Il dato di Vibo evidenzia come il Sud – e in particolare le aree interne e meno urbanizzate – fatichi a inserirsi nella nuova “economia del benessere”, un comparto che fonde salute, sport, turismo e qualità della vita e che, secondo gli analisti, sarà uno dei motori economici dei prossimi anni.
Sud in cerca di un modello di sviluppo
La concentrazione della spesa in poche città, come Napoli e Palermo, e la marginalità di province come Vibo Valentia segnalano la necessità di un piano di rilancio che punti su infrastrutture, impianti sportivi, percorsi termali e turismo sostenibile.
