Giustizia al palo a Vibo: Tribunale paralizzato dalla carenza di giudici
L’ultimo segnale di un sistema prossimo al collasso è arrivato oggi dall’aula delle udienze preliminari, dove il procedimento a carico dell'ex sindaco di Cessaniti
Non è solo una questione di codici e procedure, ma una cronica carenza di "toghe" quella che sta mettendo in ginocchio il Tribunale di Vibo Valentia. L’ultimo segnale di un sistema prossimo al collasso è arrivato oggi dall’aula delle udienze preliminari, dove il procedimento a carico di Francesco Mazzeo, ex sindaco di Cessaniti, è stato rinviato per la quarta volta consecutiva.
L’indagine, che vede Mazzeo accusato di reati pesanti come calunnia, sostituzione di persona e violazione di sigilli informatici, conta ben 12 capi d’imputazione. Al centro del processo, un presunto sistema di lettere anonime e false accuse che avrebbe preso di mira 28 parti offese: un elenco lunghissimo che include sacerdoti, politici, avvocati, imprenditori e rappresentanti delle forze dell'ordine. Eppure, nonostante la richiesta di rinvio a giudizio risalga a quasi un anno fa (febbraio 2025), la macchina della giustizia non riesce a ingranare la marcia.
La situazione dell'ufficio GIP/GUP vibonese appare grottesca per la concatenazione di eventi che ha reso impossibile celebrare l'udienza. La titolare originaria, Rossella Maiorana, è stata dirottata alla presidenza di un maxiprocesso per 'ndrangheta (per coprire un congedo di maternità). La collega Francesca Loffredo è incompatibile, avendo già trattato il caso come GIP. Il terzo giudice, Roberta Ricotta, ha appena lasciato il presidio calabrese per un trasferimento in Sicilia.
Il risultato? Un vicolo cieco burocratico che ha costretto il Tribunale a un nuovo rinvio al 9 aprile.
Il "caso Cessaniti" non è un episodio isolato. La penuria di magistrati sta provocando un effetto a catena su tutto il distretto: oggi anche altri fascicoli rilevanti, tra cui delicate indagini per calunnie legate a maltrattamenti in famiglia, sono stati congelati in attesa di una nomina o di un'applicazione straordinaria. Resta l'incertezza per le decine di parti offese che, a distanza di mesi, attendono ancora che un giudice possa finalmente aprire il fascicolo e dare inizio al confronto processuale.
