Parla troppo a tavola e la cena finisce a coltellate
Parlava troppo durante una cena tra amici. Tanto è bastato per finire la serata tra sangue e coltellate. Il bilancio di quello che doveva essere un momento conviviale di fine agosto è stato di un uomo portato all’ospedale con una ferita al volto e di un altro trasportato in caserma con le manette ai polsi. È, in estrema sintesi, la cronaca della serata di follia che ha avuto come teatro un appartamento di corso Porta Po.
Ore 21. La quiete di un tranquillo lunedì d’estate viene rotta all’improvviso dalle grida di un uomo – un moldavo di 62 anni – che esce in strada con il volto ridotto a una maschera di sangue. Alcuni passanti danno l’allarme e sul posto arrivano il 118 e le pattuglie dei carabinieri. I primi medicano il ferito mentre i militari si fanno raccontare cosa fosse accaduto. In quegli stessi istanti, dalla palazzina esce l’aggressore – 41 anni, anche lui moldavo – con ancora la roncola in mano. I carabinieri cercano di farlo ragionare, invitandolo a consegnare l’arma. Lui però reagisce e li assale. Ne nasce una colluttazione, nella quale il 41enne si ferisce lievemente alla mano con la stessa lama che teneva in pugno. Nonostante la pericolosità della situazione, gli uomini dell’Arma riescono a bloccarlo, disarmarlo e arrestarlo. Nel frattempo, la vittima viene portata all’ospedale di Cona, dove viene medicata per il taglio al volto (all’altezza del mento, per essere esatti) e poi dimessa con una prognosi di dieci giorni. Praticamente un miracolo. Pochi centimetri più in basso e il falcetto gli avrebbe probabilmente squarciato la gola.
Riportata la situazione alla tranquillità, i carabinieri si mettono al lavoro per ricostruire i contorni dell’accaduto, raccogliendo elementi e testimonianze. La spiegazione di quella violenta aggressione è in bilico tra il banale e il surreale. I due moldavi, amici e vicini di casa, si erano ritrovati per una cena a casa del 41enne. Ma la vittima – questa l’assurda ragione dell’alterco – parlava troppo e a sproposito. Un comportamento che ha indispettito il padrone di casa, facendo nascere una lite dai toni sempre più accesi. Al punto da spingere il 41enne a usare le maniere forti per ‘chiudere la bocca’ al commensale. Ha così impugnato la roncola e ha assalito l’amico, provocandogli il taglio al volto. Dopo l’arresto, l’aggressore è stato portato in caserma e, al termine degli accertamenti, trattenuto in attesa di comparire davanti al giudice per rispondere alle accuse di resistenza e lesioni aggravate. Ieri mattina, il giudice ha convalidato l’arresto e ha rinviato il processo per direttissima al 28 settembre.
